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ZAMENHOF Lidia

ZAMENHOF Lidia

Lidia Zamenhof (esperantista e pacifista polacca, Varsavia, Polonia, 29 gennaio 1904 – Treblinka, Polonia, 1943).
Figlia minore di Ludwik Lejzer (1859-1917), sin da piccola cominciò ad imparare l’Esperanto ideato dal proprio padre. Nel 1925 si laureò in legge e divenne anche promotrice dell'Homaranismo, una forma di umanesimo religioso definito da suo padre e derivato dalla filosofia dell’ebreo Hillel il Vecchio.
Più tardi abbracciò la fede Bahá'í, una religione monoteista fondata nel XIX secolo nell’islamico Iran che insegnava l’uguaglianza di tutti gli esseri umani ed il primato della scienza sul dogma.
Espulsa dagli U.S.A. per aver accettato da turista il pagamento per alcune sue lezioni esperantiste, tornò in Europa, prima a Parigi e poi a Varsavia, dove fu confinata nel Ghetto. Qui aiutò la sorella Zofia, pediatra, nella ricerca di medicinali e di cibo per i più poveri; e con essa e gli altri ebrei polacchi volle religiosamente condividere la prigionia nel campo di Treblinka ed il martirio nelle camere a gas.
Anche il fratello Adam perse la vita giustiziato dai Tedeschi.
Scrisse e tradusse varie opere in Esperanto.