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YAHYA di Antiochia

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YAHYA di Antiochia

Yahya di Antiochia ovvero Yahya ibn Sa'id al-antaki (in lingua araba:  يحيى بن سعيد الأنطاكي) al secolo Yahia ibn Said Antiochensis (storico e medico cristiano melchita - appartenente alla Chiesa cattolica orientale autonoma di rito bizantino – Egitto, 980 ca. d.C. – Principato di Antiochia di Siria, attuale Turchia, 1066 ca. d.C.).
Nato in Egitto, visse ad Alessandria al tempo dell’antica dinastia islamica dei Fatimidi.
Sino al regno del califfo al-Ḥākim (ovvero al-Ḥākim bi-amri llāh , in arabo: الحاكم بأمر الله, 985 – 1021), i Fatimidi avevano concentrato nelle loro mani unicamente le leve del potere politico, economico e militare, ma non di quello religioso, per cui – accanto ai sudditi convintamente ismailiti – avevano continuato a convivere i sudditi di fede sunnita nonché i seguaci della fede copta cristiana ed israelitica.
Diventato medico, a causa dei pogrom anticristiani e delle confische da parte dell’Imām fatimide al-Hakim, Yahya fu però costretto a fuggire ed a chiedere asilo presso la città bizantina di Antiochia.
Le Cronache – in lingua araba - costituirono la sua opera principale, naturale continuazione degli Annales del patriarca melchita alessandrino Eutychius (al secolo Sa'id ibn Batriq , 877 – 940 d.C.). Con esse riuscì a coprire l’arco temporale che andava dall’anno 937/938 d.C. - al tempo del regno del Califfo abbaside al-Radi (907-940, r. 934/940) - all’anno 1033/1034 d.C., in cui si concluse il governo dell'imperatore bizantino Argiro. L’enorme varietà delle fonti che utilizzò gli permise di narrare gli eventi storici dell’Impero Bizantino nonché dell’Egitto – dal Maghreb fatimide sino all’Iraq – nonché degli stati sotto l’influsso bizantino, in particolare la Bulgaria ed il Vecchio Oriente Slavo, una federazione di tribù slave dal IX al XIII secolo che conobbe la sua massima espansione alla metà dell’XI secolo, menzionando però solo una volta le vicende del mondo occidentale latino.
Pertanto, al centro degli inquieti, a volte angoscianti e cruenti rapporti tra Islam e mondo cristiano e giudaico, si muovono le storie di popoli e comunità separate da credenze, usanze e culture politiche e religiose differenti, inquadrate nei loro propri caratteristici spazi geografici.
Scrisse inoltre anche altre opere a carattere teologico che confutavano i precetti del Giudaismo e dell’Islam, a difesa della Cristianità.

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