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XEROFITISMO

Etimologia : dal greco  ξηρός ,  Kseròs  “arido, secco” +  ϕυτόν  ,  phuton  “pianta”.
L’insieme dei caratteri, propri delle piante xerofite, che permettono loro di resistere e adattarsi ai climi asciutti ed aridi. Tali piante sono infatti capaci di vivere in condizioni ambientali estreme a causa della scarsità d’acqua mediante un adattamento dei propri meccanismi morfologici e fisiologici, che permettono loro di mantenere un equilibrio idrico costante tra assunzione e dispersione di acqua.
Gli adattamenti morfologici riguardano l’aspetto della pianta e quindi sono finalizzati alla riduzione della superficie traspirante delle foglie mentre i tessuti subiscono un ispessimento cuticolare per rallentare la perdita idrica; a questo si può associare in alcune specie la capacità di immagazzinamento di riserve di acqua. Non tutti i caratteri peculiari dello xerofitismo sono presenti contemporaneamente in tutte le specie: vi sono specie di piante (soprattutto quelle desertiche) che hanno un’alta capacità di assorbimento; altre in cui prevale la capacità di ridurre la dispersione idrica (tramite ispessimenti tissutali a livello cuticolare, rivestimenti pelosi e stomi affondati); altre ancora che hanno sviluppato fortemente i tessuti acquiferi e sono quindi capaci di un elevato immagazzinamento idrico.
Gli adattamenti fisiologici riguardano l’accorciamento del ciclo biologico della pianta, che vede concentrata l’attività vegetativa e parte dell’attività riproduttiva nei periodi più favorevoli. Molte xerofite perenni, con l’estivazione, svolgono il loro ciclo durante le stagioni più fresche, con la massima attività in primavera mentre hanno un riposo vegetativo in estate. La riproduzione può completarsi all'inizio dell'estate oppure in autunno, ma in genere si svolge nel corso della primavera.