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Volvariella bombycina

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VOLVARIELLA BOMBYCINA
Volvariella bombycina (Schaeff.) Singer, Lilloa 22: 401 (1951) [1949].

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE
CAPPELLO: da 5 fino a 20 cm. di diametro, carnoso, campanulato, ovoidale, poi convesso, infine quasi piano, bianco, con squame seriche più scure.
LAMELLE: libere e fitte,  distanti dal gambo, inizialmente bianche e poi tendenti al rosa-scuro, alte fino a 25 mm, intercalate da 2-3 lamellule.
GAMBO: 7-10 x 0,6-2 cm, sodo, carnoso, bianco, giallognolo nella parte inferiore; volva ampia, alta e carnosa, lobata in alto, biancastra, ma con la cuticola esterna a macchie brunastre o brunogiallastre.
CARNE: bianca, tenera, con forte odore simile al ravanello e sapore gradevole, diventa leggermente ocracea in vecchiaia.
SPORE: 7-10 x 5-6 micron, ellittiche, lisce, di color rosa-salmone in massa.
HABITAT: cresce su tronchi marcescenti di latifoglie, nelle cavità degli alberi viventi, anche a più metri dal suolo, su ceppi cavi. Estate-autunno.
COMMESTIBILITA': mediocre. E’ un fungo di grande impatto visivo e quando è il periodo della sua comparsa è bello fare il suo incontro. Viene considerato generalmente commestibile (però solo dopo adeguata cottura) ma di pessime qualità organolettiche. Però, data la sua rarità, viene reputato tecnicamente “immangiabile” e “da proteggere” da molti micologi. Vista la sua rarità, riteniamo opportuno considerarla come specie da salvaguardare e quindi da non consumare. Attenzione a non confondere il fungo con l’Amanita phalloides in quanto nasce all'interno di un "ovolo" simile a quello di una Amanita, costituito dal velo generale, completamente bianco, che ben presto si frantuma.
Si tratta di una specie non comune, anzi diciamo pure rara (anche se nonostante la sua rarità in alcune zone d'Italia è reperibile senza grandi difficoltà). Il fungo é diffuso anche in Asia, Australia, Caraibi, Europa e Nord-America.
Il fungo contiene composti con proprietà anti-batteriche e produce anche composti che hanno attività anti-ossidativa.
Sulla Volvariella bombycina sono stati effettuati parecchi ed importanti studi relativamente alla sua attività anti-batterica. Nelle analisi sono state incluse soprattutto percentuali proteiniche, lipidiche e carboidrati.

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