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Valenza ecologica

VALENZA ECOLOGICA

Etimologia : Valenza = dalla voce verb. latina valere “essere vigoroso, avere forza, essere efficace”. Ecologica = dal termine ecologia, coniato dal biologo, zoologo e filosofo tedesco  Ernst Heinrich Haeckel (1834-1919) dal greco   οἶκος ,  oikos  “casa” + dal greco  λογία , logia ("responso dell'oracolo, sentenza") der. da λόγος , logos "discorso, studio" (in ted. “Oekologie” in “Generelle Morphologie der Organismen”, 1866) a indicare “l’insieme di conoscenze che riguardano l'economia della natura; l’indagine del complesso delle relazioni di un animale con il suo contesto sia inorganico sia organico, comprendente soprattutto le sue relazioni positive e negative con gli animali e le piante con cui viene direttamente o indirettamente a contatto. In una parola, l’ecologia è lo studio di tutte quelle complesse relazioni alle quali Darwin fece riferimento come alle condizioni della lotta per l’esistenza”. (Per definire tale concetto si servì del termine greco “oikos”, che rientrava pure nel termine greco  οἰκονομία / comp. di οἶκος  “dimora” + -νομία  “-nomia”  = “amministrazione, gestione della casa”).
Grado di tollerabilità e di adattamento, da parte di un taxon, a variazioni transitorie e/o persistenti di fattori ambientali, in particolare dei fattori limite: temperatura, luce, disponibilità di ossigeno, umidità, salinità, disponibilità di nutrienti, ecc..
Di conseguenza, maggiore o minore sarà tale capacità, più alta o più bassa sarà la valenza ecologica di una data specie. E più una data specie sarà capace di adattarsi ad ambienti tra loro diversi più vasto sarà il territorio in cui sarà diffusa; ne deriva che le specie che necessitino di condizioni ambientali stabili (ossia specie con minore valenza ecologica) saranno capaci di sopravvivere in un unico tipo di habitat e, quindi, saranno distribuite su aree più ristrette.
Anche per le variazioni ambientali esisteranno, quindi, dei limiti minimi e massimi entro cui, biologicamente, ogni organismo vegetale o animale sarà capace di regolare e mantenere le proprie caratteristiche sulla base di meccanismi automatici omeostatici. Ogni fattore ambientale, di natura chimico-fisica o biotica, che, inferiore o superiore ad un dato valore, dimostri di essere di impedimento alla sopravvivenza di una determinata specie in quello specifico ambiente, costituirà un “fattore limitante”. Se un organismo dimostrerà di essere “limitato” dal fattore luce, si dirà fotofobico (fobia nei confronti della luce), se sarà naturalmente incline a vivere in territori prossimi al mare, sarà talassofilo (filia rispetto al mare).
Sulla base di tale intervallo di variazioni ambientali e della risposta da parte dei singoli organismi viventi, sarà possibile distinguere specie stenoecie (quando tollerino senza danni solo piccole variazioni di un determinato fattore ecologico) ed euriecie (laddove siano capaci di tollerare senza subire danni variazioni anche ampie di quello stesso fattore ecologico); in rapporto alla variazione del “fattore temperatura”, si avranno pertanto specie stenoterme ed euriterme; rispetto al “fattore concentrazione salina” dell’acqua o del suolo, si avranno specie stenoaline ed eurialine; e così via... Ai fini pratici, le specie stenoecie possono risultare importanti come indicatori biologici per rilevare la presenza sul territorio di eventuali elementi di degrado ambientale.