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TRIFONE di Gortyna

Trifone di Gortyna (in greco Τρύφων); in latino Tryphon) (medico greco, I sec. d.C.).
Trifone fa parte della vasta schiera di medici greci la cui importanza scientifica può dirsi poco rilevante, in quanto poco o nulla scrissero o i lavori dei quali sono andati oramai perduti. Tali medici, collocati storicamente sul cadere della Repubblica romana, al tempo dei primi imperatori, professarono la loro arte a Roma e vengono ricordati da poche sparse fonti.
Probabilmente di origine cretese, della città di Gortyna, giunto a Roma assunse lo status di “peregrinus” privo della cittadinanza romana (al riguardo, tra altri, W. Smith, “Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology”, Boston 1870, vol. 3, 1178” e Jukka Korpela, “  Das Medizinalpersonal im antiken Rom : eine sozialgeschichtliche Untersuchung” (Helsinki : Suomalainen Tiedeakatemia, 1987), come d’altronde cita anche Scribonio Largo (fl. 43-44 d.C.) nel suo ricettario delle “Compositiones” (pubbl. intorno all’anno 47-48 d.C.).
Sulla sua origine cretese (Τρύφων... Κρητὸς) si sofferma anche Galeno, nel testo che recita testualmente: “πρὸς τὰς σκιῤῥώδεις τοῦ σπληνὸς διαθέσεις. Ἐχρήσατο Τρύφων Γορτυνιάτης […] Ἄλλο Τρύφωνος Γορτυνιάτου Κρητὸς φάρµακον ἐπιτετευγµένον” (comp. med. sec. loc. X 2, XIII, 246 e 253). Galeno stesso lo cita col nome di Trifone Archeo e come un medico che privilegiava l’arte della ginnastica e che aveva scritto su di essa.
Trifone apparteneva a quella schiera di medici che si distinguevano per esercitare l’arte con principi scientifici e con probità. Al riguardo, anche Celso lo cita spesso ricordandolo come un chirurgo di grande reputazione. Ed anche Scribonio Largo, di poco posteriore, lo cita per la sua guarigione di un attendente di nome Calvisius Sabinus (CCXXXI. “...quatenus acrium et exulcerantium medicamentorum habita est mentio, ponemus, qua stigmata tolluntur. Indignis enim multis haec calamitas ex transverso accidit, ut dispensatori Sabini Calvisi naufragio in ergastulo deprehenso, quem Tryphon multis delusum et ne casu quidem litteras confusas ullo medicamento habentem liberavit. Alii candidi spicae capitis tritae cuin cantharidibus viginti Alexandrinis — sunt autem variae et oblongae —... cerae pondo triens, olei pondo triens; ceram contritis ceteris admiscuit et inposuit...”).
La maggior parte delle citazioni le troviamo proprio negli scritti del medico e scrittore romano Scribonio Largo, il quale nelle sue “Compositiones” ne riporta anche alcune preparazioni medicamentose come gli empiastri.
D’altronde, intorno alla figura di Scribonio Largo, ruotano le figure di Zopiro, medico di Gordio, il quale fu accolto a casa di Scribonio, del suo precettore siciliano Apuleio Celso (del quale Scribonio cita un antidoto contro l’idrofobia) e di Trifone di Gortina, che pure ebbe a maestro e del quale, al pari di Celso, pure ci dice fosse un “chirurgus” (“Tryphon chirurgus”).
Da quanto scrive lo stesso Scribonio, appare certo che Trifone sia stato un suo precettore: “CLXXV. Sed multo magis emplastri huius vis facit ; quod Augusta propter eiusmodi casus habuit conpositum ...et multis profuit. Accepimus a Tryphone praeceptore nostro: Iris Illyricae... olei veteris cyathi duo ; aceti scillitis cyathi tres...”.
Alcuni studiosi (Sconocchia) hanno anche approfondito la corrispondenza tra tale Tryphon praeceptor ed il su citato Tryphon chirurgus.