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THEOPHANES CHRYSOBALANTES (X sec. d.C.)

THEOPHANES CHRYSOBALANTES

Theophanes Chrysobalantes o Chrysobalantites (in greco Θεοφάνης Χρυσοβαλάντης o Χρυσοβαλαντίτης) detto anche Theophanes Nonnos (o Nonnus) (medico bizantino, X sec. d.C.).
Vissuto probabilmente intorno al X sec. d.C., fu medico capo dell’imperatore Costantino VII Porfirogenito (905 – 959 d.C.).
E’ probabile che il suo nome di “Chrysobalantes” derivi dall’epiteto che gli venne attribuito da chrysobala (o chrysobalanon) che in greco sta ad indicare una supposta dorata (sempre messo in relazione alla sua professione di medico). Secondo Sonderkamp (1984) il nome “Chrisobalantes” può essere poi derivato (anche sotto forma di epiteto) da quello di una famiglia bizantina realmente esistita dei “Chrisobalantites”. L’altro nome di “Nonnos” - che gli viene erroneamente attribuito - è invece legato ad una trascrizione di età rinascimentale effettuata dal copista Andreas Darmarios e quindi da un falso di età tardiva.
Non ci sono però dati biografici noti. Il suo fu il secolo della rinascita, che vide sempre più la presenza di medici ed intellettuali alla corte degli imperatori o in grande confidenza con essi. Ciò sarebbe accaduto per Teofilatto di Ocrida alla corte di Alessio I Comneno e per Michele Italico. Fino ad arrivare a Giovanni Tzetzes presso la segreteria imperiale bizantina. A più riprese le fonti torneranno a fare riferimento all’intervento dei medici nelle malattie o negli incidenti degli imperatori. E allorchè l’”imperatore erudito” Costantino VII Porfirogenito ordinò che fosse compilata un'enciclopedia, sotto il titolo di "Libro delle Cerimonie", sembra che Theophanes sia stato incaricato di scrivere la parte riguardante la medicina. Da qui nasce il suo manuale di medicina, una raccolta di medicina generale (non includente la chirurgia) chiamata “Epitome” (o “Epitome Medica” o “Epitome de curatione morborum” o ancora “Synopsis”). L’opera, che ha avuto una vasta circolazione tra i secoli XIV e XVI (tanto da essere riportata in più di 50 manoscritti), viene infatti espressamente indirizzata ad un "imperatore Costantino Porfirogenito" (Πρὸς Κωνσταντῖνον τὸν πορφυρογέννητον βασιλέα σύνοψις ἰατρικῆς ἁπάσης τέχνης).
Così come in alcune recensioni della stessa Hippiatrica sembra leggere per estratti materia dell’opera di Theophanes Chrysobalantes così si pensa che egli, per alcuni suoi scritti, abbia talora elaborato parzialmente ed in maniera disorganica alcuni testi tratti da Oribasio, Ezio, Paolo di Egina (a loro volta parafrasati in alcune recensioni dell’Hippiatrica) nonché da Alessandro di Tralles; oltre ad altro materiale proveniente da autori anonimi di vecchie enciclopedie. Argomenti e parti della stessa “Epitome de curatione morborum” trovano una parallela trattazione in altri autori, come nel caso della descrizione della manifestazione dell’epilessia, già riportata in Leo Iatrosophista nel IX sec. d.C. nel suo “Conspectus Medicinae”. Così leggiamo in Teophanes (cap. 36): “L’epilessia è una convulsione che coinvolge tutto il corpo ed arreca danni alle funzioni che lo governano. A volte la causa è sita nello stesso cervello, altre volte nei suoi ventricoli, bloccando il passaggio dello pneuma fisico, di modo che le persone cadono cacciando schiuma dalla bocca. Tali persone lo chiamano “un demonio”. I ventricoli sono bloccati dalla flemma o dall’umore della melanconia. A volte la malattia trae origine da una simpatia con la bocca dello stomaco. A volte l’aura ascende al cervello da altre parti del corpo, come la mano o il piede, e le persone colpite cadono a terra.”.
Come si può notare, la trattazione della malattia in Theophanes, pur essendo indirizzata al volgo, viene resa in maniera completa, esaustiva ed alquanto professionale.
Si può notare, quindi, una contaminazione reciproca – anche se molto parziale – tra una recensione dell’Hippiatrica ed il manuale di Teophanes [come per tale recensione era già accaduto, tra l’altro, con la Souda, la Tactica ed il cosiddetto “Bestiario” (che, nonostante fosse di autore anonimo, ebbe molto successo in epoca rinascimentale, tanto da essere compreso e/o menzionato in parecchie opere a carattere enciclopedico)].
A Theophanes viene attribuita la paternità di altri due trattati medici: uno sui medicamenti (Περὶ φαρμάκων ovvero De rimediis) ed un altro sul cibo e la dieta (Περὶ τροφῶν ovvero De alimentis). Il nome di “Theophanes Chrysobalantes” è stato poi rinvenuto su un altro manoscritto, il Cod. Vind. med. gr. 50.