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TEOMEDONTE (IV sec. a.C.)

TEOMEDONTE

Teomedonte (medico greco, IV sec. a.C.).
Medico ateniese poco conosciuto. Ne abbiamo notizia solo tramite la fonte di Diogene Laerzio che ne parla nelle “Vite dei filosofi” (Libro VIII, 86/91), quale amico e maestro di Eudosso di Cnido.
Insieme a Filistione di Locri fu difatti uno dei maestri di medicina di Eudosso di Cnido.
Diogene Laerzio pare intendere che lo stesso fu amante di Eudosso di Cnido [“Eudosso Cnidio Figliuolo d’Eschine desideroso di saper molto, camminò molto, e finalmente andò in Atene, oppresso però dalla Povertà, con Teomedonte Medico, al quale, fù ancora Fama, che servisse nelle Delizie” (“Istoria de’ poeti greci...scritta da Lorenzo Crasso..., Napoli, 1678)].
Possiamo comunque, senza tema di smentita, affermare che la tradizione antica è unanime nel relazionare la pratica della pederastìa con la valentìa ed il coraggio (Plat., Simp. 182, cd ; Plut., Erot. 929-930).
Selvaggio Canturani, ne “La Storia Profana... – T. II (Padova, 1718), ne parla come segue: “sotto i regni di Artaserse Oco, e di Filippo vissero due medici famosi, Teomedonte, e Crisippo.”.
Di Teomedonte (ed Eudosso) ci parla Diogene Laerzio nelle sue “Vite dei filosofi” [Libro VIII, 86 (-91)]; testo che riportiamo qui di seguito (con citazione in “Teodomante”) nella traduzione classica curata dal Conte Luigi Lechi [“Le vite dei filosofi di Diogene Laerzio...”, V. II (ed ultimo), Milano, 1845] ed in quella più recente (con citazione in “Teomedonte”) a cura di Marcello Gigante:
LUIGI LECHI:
“I. Eudosso di Eschine, cnidio, era astronomo, geometra, medico, legislatore.
II. Egli apparò da Archita le cose geometriche, e le mediche, siccome dice Callimaco, nelle “Tavole”, dal siculo Filistione (Philistium : Philistio Siculus)). Sozione, nelle “Successioni”, afferma che udì anche Platone. Poiché essendo forse di ventitre anni, e trovandosi in istrettezze, per la fama dei Socratici, navigò ad Atene in compagnia del medico Teodomante, spesato da lui. – Altri crede perché ne era il mignone. – Approdato al Pireo, ogni dì saliva in Atene, e quivi uditi i sofisti, tornava indietro. Dimoratovi due mesi, venne di nuovo a casa, e, fatta da suoi amici una colletta, veleggiò per l’Egitto col medico Crisippo, portando commendatizie di Agesilao a Nectanabin, che lo raccomandò a’ sacerdoti. Quivi rimasto quattro mesi oltre l’anno, ed avendosi raso pube e sopracciglia, scrisse, secondo alcuni, un’”Octaeterida”. Di colà venne a filosofare in Cizico e nella Propontide, e giunse sino a Mausolo. Tornò quindi per tal modo in Atene, avendo con seco un grandissimo numero di scolari, onde attristare, come affermano, Platone, che da principio lo aveva negletto. Racconta altri che banchettandosi da Platone, essendo molti, egli introdusse lo stare sdrajati in semicerchio. Nicomaco figlio di Aristotele afferma ch’ei disse un bene la voluttà.
MARCELLO GIGANTE:
[86] Eudosso, figlio di Eschine, nacque a Cnido, astronomo, geometra, medico, legislatore. Egli apprese la geometria da Archita, la medicina da Filistione il siciliano, come attesta Callimaco nei suoi Quadri. Sozione nelle Successioni dei filosofi dice che fu uditore anche di Platone. Aveva circa ventitre anni e versava in angustie economiche quando, attratto dalla fame dei socratici, fece vela verso Atene con il medico Teomedonte, da cui fu mantenuto (secondo altri, fu il suo amante). Sbarcato al Pireo ogni giorno saliva ad Atene e, dopo aver ascoltato i sofisti, di nuovo faceva ritorno.
[87] Dopo una permanenza di due mesi, ritornò in patria e, soccorso da contribuzioni degli amici, salpò in Egitto col medico Crisippo, portand una lettera di raccomandazione da parte di Agesilao a Nettanabi, il quale lo raccomandò ai sacerdoti. Si trattenne lì un anno e quattro mesi, si rase barba e sopracciglia e, secondo alcuni, compose la Ottaeteride. Di lì fu a Cizico e nella Propontide a tenere scuola, ma dopo giunse alla corte di Mausolo. Da lì fece ritorno ad Atene, portando con se moltissimi discepoli, come dicono alcuni per fare dispetto a Platone, il quale all’inizio l’aveva rifiutato come discepolo.
[88] Alcuni riferiscono che, in occasione di un convito di Platone, poiché il numero degli ospiti era grande, introdusse l’ordine dei posti in forma semicircolare. Nicomaco, figlio di Aristotele, dice che per Eudosso il piacere è il bene.
Ma rimandiamoci al riguardo a quanto leggiamo in Joh. Gerardi Vossii [Gerardus Joannes Vossius] – De Philosophia et Philosophorum – Sectis Libri II, Apud Adrianum Vlacq. , M.DC.LVIII:
Ҥ. 27...Horum temporibus fuere duo Medici Theomedon & Chrysippus.
Tempora horum cognoscimus ex Platone, & Eudoxo Cnidio. Nam Eudoxus fuit Platonis auditor, ut tradidit Sotion (*... in Successionibus). Desiit autem vivere Plato initio Olymp. CVIII. Porrò Theomedon suis sumtibus aluit Eudoxum...Posteaque idem Eudoxus cum Chrysippo medico profectus in Aegyptum, ut ab eodem Laërtio accepimus. Etiam Chrysippi meminit Plinius lib. XXVI, cap. II, ubi hoc ordine Medici, quorum libri herbis referti, recensetur: Hippocrates, Diocles Carystius, Praxagoras, Chrysippus, Erasistratus, Herophilus.
§. 28. Item tum fuit Philistio Siculus; quo in medicina praeceptore usus Eudoxus Cnidius.
Ut Callimachus in Tabulis auctor est. Puto autem idem fuerit Philistio Locrensis, Agellio memoratus lib. XVII, cap. XI. Huic tribuunt librum Hippocratis de Diaeta.
§. 29. Philistioni proximus esto discipulus Eudoxus.
Astrologus, Geometra, Medicus, & Legislator: ut ait Diogenes.”.