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AVVELENAMENTO DA TEOFILLINA

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In caso di avvelenamento si raccomanda:


a) Chiamare per prima cosa il 118
b) Contattare i Centri Antiveleni

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AVVELENAMENTO DA TEOFILLINA

La teofillina (ovvero dimetilxantina) appartiene al gruppo degli alcaloidi, chimicamente un derivato metilato della xantina.
In natura è presente in alcune specie vegetali [quali ad esempio tè / Camellia sinensis, cacao / Theobroma cacao L., 1753 (soprattutto la pregiata varietà “criollo”) – precisamente nelle fave di cacao – e caffè / genere Coffea].
La teofillina si distribuisce rapidamente nel fluido extracellulare, nella placenta, nel latte materno e nel sistema nervoso centrale. In dosi terapeutiche viene utilizzata soprattutto come broncodilatatore in caso di asma bronchiale e BPCO (il trattamento per via endovenosa è riservato ai casi acuti e gravi di asma bronchiale). Essa ha azione anti-infiammatoria ed effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale - in particolare sul centro respiratorio midollare. Farmacologicamente, un suo uso può portare:
-Rilassamento della muscolatura liscia bronchiale;
-Aumento della forza contrattile del muscolo cardiaco e della frequenza cardiaca;
-Aumento del flusso ematico renale.
La teofillina è controindicata, oltre che nei soggetti con ipersensibilità nota al principio attivo, anche nei soggetti con infarto del miocardio. Particolare prudenza è richiesta nella somministrazione a soggetti anziani, cardiopatici, ipertesi, con cuore polmonare cronico ed insufficienza cardiaca congestizia.
Effetti collaterali ed indesiderati
La teofillina si caratterizza per avere un basso indice terapeutico, quindi, come nel caso di molti altri farmaci per l'asma, il suo uso deve essere attentamente monitorato per evitare la tossicità.
L'uso clinico del farmaco è ulteriormente complicato dalla sua interazione con varie sostanze, in particolare con la cimetidina e la fenitoina; inoltre va sempre considerata una grande variabilità farmacocinetica tra i pazienti.
Il farmaco può causare nausea e talvolta diarrea, palpitazioni e tachicardia, tachiaritmie e fibrillazione atriale, sincope. A carico del sistema nervoso può determinare cefalea, tremori, insonnia, irritabilità, capogiri e convulsioni. Ansia, agitazione, vertigini e sensazione di testa vuota e depressione sono altri effetti indesiderati segnalati in letteratura.
In molti casi di tossicità si possono verificare convulsioni che vanno considerate come una emergenza neurologica. Oltre alle convulsioni in caso di tossicità è possibile il verificarsi di gravi aritmie.
Gli effetti tossici del farmaco sono aumentati dalla contemporanea somministrazione di eritromicina, cimetidina ed i fluorchinoloni (ciprofloxacina, levofloxacina ed altri). Il farmaco può raggiungere livelli tossici se assunto con pasti grassi. Questo effetto è stato definito "dose dumping".
La tossicità da teofillina può essere trattata con i farmaci beta-bloccanti.
Sovradosaggio / Interazioni
Fenitoina: la terapia di associazione con teofillina comporta un aumento della clearance di quest'ultima e ne riduce l'emivita plasmatica.
Allopurinolo (derivato della purina): la co-somministrazione con la xantina può determinare un aumento della concentrazione plasmatica di quest'ultima.
Per le dosi terapeutiche, nei soggetti con scompenso cardiaco o compromissione epatica la dose dovrà essere ulteriormente ridotta (0,5 ml/kg/ora).