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STERTINIO Senofonte Gaio

STERTINIO Senofonte Gaio

Senofonte Gaio Stertinio (in latino C. Stertinius Xenophon) (medico greco, Còo, Grecia, I sec. d.C.).
Proveniente da una famiglia di medici originari di Còo e fratello di Quinto Stertinio, visse al tempo di Agrippina Minore (ovvero Giulia Agrippina, madre di Nerone) e fu attivo a Roma. Qui acquisì progressivamente una reputazione di prestigio e, dato il professionismo medico che gli viene riconosciuto, si può pensare che avesse perizia in moltissime branche della medicina: da quelle farmaceutiche, a quelle chirurgiche, a quelle, infine, fisico-dietetiche. Dopo la morte del fratello Quinto, divenne quindi medico personale dell’imperatore Claudio, dimostrandosi successivamente devoto a Nerone, a Cesare e ad Augusto.
Nel frattempo, come già accaduto per Quinto, il suo servizio presso la corte di Claudio era stato ricompensato con larghe elargizioni di denaro, tanto da fare la sua fortuna. Sembra infatti, che al pari di Quinto, anche i suoi servigi erano stati ricompensati con un esborso di 500.000 sesterzi annui (ben 500 volte la paga di un comune legionario romano). Questa fu la ragione per cui la sua eredità e quella del fratello sarebbero state stimate a circa 300.000 sesterzi. Di ciò non ci si deve meravigliare, dato che a quel tempo i medici professionisti, i quali si distinguevano dai ciarlatani, erano soliti richiedere ingenti compensi.
In relazione al periodo passato presso la corte di Claudio, Tacito, nei suoi Annales (XII, LXVII, II), cita una credenza secondo cui ad avvelenare lo stesso Claudio sarebbe stata la nipote Agrippina Minore con la complicità dello stesso Stertinio: “...Agrippina...ricorre alla complicità...del medico Senofonte. Questi - così si crede – facendo finta di facilitare a Claudio i conati di vomito, gli introdusse in gola una penna intrisa di veleno istantaneo: egli ben sapeva che nei delitti di massima portata l'avvio è rischioso, ma che, una volta conclusi, ne deriva un premio”.
La morte di Claudio aprì a Nerone la strada per il suo impero e alla sua corte servì lo stesso Stertinio.
L’eredità epigrafica che ci ha lasciato Stertinio parla di lui come di un medico molto celebre, devoto alla patria, pio e benefattore della patria, successivamente onorato col titolo di “figlio del popolo”. Tutto ciò gli valse l’assegnazione del titolo onorifico che ne avrebbe distinto la figura al suo ritorno alla natia isola di Còo, ritorno avvenuto durante l’impero neroniano. A Còo avrebbe poi fondato sia uno stabilimento terapico che una biblioteca.