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STEFANO ATENIESE

STEFANO ATENIESE

Stefano Ateniese (medico greco, Atene, Grecia, V – VII sec. d.C.).
Stefano Ateniese appartiene a quella schiera di medici, vissuti e fioriti tra il V ed il VII sec. d.C., dei quali non si conosce alcunché sia riguardo alla loro biografia sia riguardo alla loro produzione letteraria.
Gregorio Riccardi lo ricorda quale medico che – insieme a Teofilo Protospatario e Palladio – esercitava la professione in Grecia (“La filosofia dell’arte medica... – T. I -, Roma, 1829).
Altre fonti lo raffigurano – insieme a Severo - come medico del periodo che va dal V al VII secolo, ma non si spingono oltre la mera ipotesi che sia potuto appartenere alla setta degli iatrosofisti “neo-sofisti”.
Ricordiamo qui che gli iatrosofisti furono – in piena età imperiale - quei medici della Grecia e dell’antica Roma i quali – spesso intellettuali di corte e vicini alle famiglie reali – insegnavano dietro compenso i segreti della medicina e dell’esercizio fisico, ma erano anche dediti all'insegnamento ed all'esercizio dell'oratoria, ritenendo che la concezione della medicina non potesse e non dovesse distaccarsi da quella della filosofia, in quanto entrambe servissero, sinergicamente, a guarire gli uomini dalle afflizioni dei mali del corpo e dell’anima. Quindi nella iatrosofistica, fedelmente al detto galenico “Hoti ho aristos hiatros kai philosophos”, confluirono da branche diverse sia medici che esercitavano l’arte secondo una concezione filosofico-speculativa sia filosofi che solevano dedicarsi al commento ed al compendio dei testi a carattere prevalentemente medico, prevalentemente testi ippocratici e galenici. Zenone di Cipro, seguendo la moda corrente dello studio e della frequentazione degli antichi sofisti (e/o neo-sofisti) - tra i quali anche Ninfidiano e l’imperatore pagano Flavio Claudio Giuliano (anch’egli estimatore di questa corrente e compositore di opere di eloquenza) - andò sviluppando in proprio – in ambito medico - il programma della (neo) sofistica del II sec. d.C., tendente al rinnovamento – in senso prevalentemente formalistico - dell’antica concezione filosofica.

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“...A quella più antica (intendi: la sofistica) diede inizio Gorgia da Leontini, [...] alla seconda, invece, Eschine, figlio di Atrometo [...].” (Filostrato, “Vite dei sofisti”, I, 481).