Crea sito

SORANO d'Ippocrate (II - III sec. d.C.)

SORANO d'Ippocrate

Il nome Sorano identifica vari medici, vissuti in età ellenistica e romana (secondo alcuni studiosi, addirittura quattro, salvo altri vissuti in più arcaica età ellenistica).
Risulta pertanto evidentemente arduo, se non impossibile, attribuire a ciascuno di essi sia una data di nascita certa, anche in mancanza addirittura del secolo di riferimento, sia una sicura attribuzione delle varie opere. E ciò anche perché, nel tempo, molti copisti posero mano a vari codici e manoscritti adulterandoli con moltissimi errori, tanto da sospettare che a volte attribuissero a Sorano testi di altri medici, giusto per “nobilitare” l’opera stessa (come d’altronde si sospetta essere successo anche per altri, tra i quali, solo per fare un esempio, il medico Moschione).
Tra questi, figura Sorano d’Ippocrate ovvero “Sorano di Còo”, che si ritiene sia vissuto dopo Galeno (e quindi nel II - III sec. d.C.). A questo Sorano viene attribuita un’opera biografica su Ippocrate che altri invece (tra cui la Suda) attribuiscono a Sorano d’Efeso (detto anche Sorano il Giovane).
L’opera attribuita a questo Sorano era intitolata “Delle vite e sette dei medici” (ovvero “Biografie di medici” / Βιόι ἰατρῶν) che è probabile sia servita da riferimento all’opera biografica sulla vita di Ippocrate che viene unanimemente riconosciuta come la “fonte canonica" per eccellenza per una migliore comprensione della vita di Ippocrate e del suo pensiero: essa, infatti, attinge a varie fonti – peraltro attendibili - del passato, tra cui la Biblioteca alessandrina di età ellenistica ed Eratostene di Cirene (275 – 195 a.C. ca.).
Anche in questo caso può trarre in inganno la lettura dei manoscritti del Medioevo della tarda antichità (in questo caso dell’opera attribuita a Sorano e che Haller dice sia stata scritta addirittura nel VI secolo d.C.), in cui viene citato Galeno. E proprio in quanto inquadrato nel VI sec., Haller lo chiama “barbarus scriptor et serae aetatis”.
In tal caso, sarebbe stato proprio questo medico che, al pari di Rufo d’Efeso (I sec. d.C.), paragonò l'utero ad una "ventosa medica...dall’aspetto bicorne...”. Da qui una valutazione descrittiva  relativa agli organi alquanto mediocre che non può assolutamente sovrapporsi a quella di Sorano d’Efeso. In questo autore troviamo alcune descrizioni di organi genitali maschili e femminili (ovaie, imene, clitoride, utero con relative patologie ed aborto, mammelle). Viene citato anche Temisone (che l’autore dice abbia asportato parte dell’utero).
Al riguardo, il fisiologo e scrittore svizzero Albrecht von Haller (1708-1777), nella sua “Bibliotheca Medicinae Practicae qua scripta ad partem medicinae practicam facientia a rerum initiis ad A. MDCCLXXV recensentur, Auctore Alberto von Haller... – Tomus I. Ad annum MDXXXIII” (Bernae apud Em. Haller & Basileae apud Joh. Schweighauser, MDCCLXXVI), riporta testualmente: “SORANUS, qui vitam HIPPOCRATIS scripsit, mihi perinde undique ignotus est.” E, quindi, non identificandolo assolutamente, come altri, con Sorano d’Efeso bensì con Sorano il Vecchio.
Eppure, la detta opera biografica viene riconosciuta come parte di una raccolta di biografie di medici che la Suda attribuisce invece a Sorano d’Efeso, il quale rimane, insieme a Stefano di Bisanzio, una delle fonti più attendibili in quel particolare campo. La sua raccolta viene considerata uno dei primi tentativi di storiografia della professione medica.
Ennio Quirino Visconti accese il dibattito contestando che la paternità della biografia di Ippocrate fosse ascrivibile a Sorano di Còo (da: “Iconografia medica”, Milano, 1823 – V. I). D’altro canto, l'autore di una vita d'Ippocrate che fa parte del libro Βιόι ἰατρῶν, ecc., pubblicato da Anton Westermann (Bonn, 1845 / Biographoi: vitarum scriptores Graeci minores /) non è, molto probabilmente, Sorano d'Efeso bensì proprio Sorano di Còo.
Dall’opera si fanno derivare:
-i versi del filologo-poeta bizantino Giovanni Tzetzes (Ἰωάννης Τζέτζης / Iōánnēs Tzétzēs , ca. 1110 – 1186) datati al XII secolo d.C.;
-una Vita di Ippocrate in un manoscritto anonimo latino di Bruxelles, anch’esso del XII sec., conservato presso la Biblioteca del Belgio.