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SIMONE di Atene

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SIMONE di Atene

Simone di Atene (medico veterinario greco, V sec. a.C.).
La sua vita è avvolta dal quasi assoluto mistero.
La sua esistenza viene inquadrata cronologicamente nel V secolo a.C.. Ciò anche in considerazione del fatto che lo si trova spesso citato nelle opere di Senofonte (precisamente nel trattato tecnico “Sull’equitazione” (Περὶ ἱππικῆς ,“Perì ippikès”, di cui ci è pervenuto il testo completo). In particolare, nell’Arte del cavalcare, Senofonte cita testualmente Simone: “Essendomi venuta occasione di esercitarmi nel cavalcare lungamente, di maniera che mi pare aver presa qualche pratica di quest’arte, ho deliberato insegnare a’ giovani amici nostri il modo che per opinion nostra doveranno osservare a farsi eccellenti cavalcatori. Si trovano anco gli scritti di Simone dell’arte del cavalcare; e dal medesimo fu drizzato nel tempio di Eleusina in Atene un cavallo di bronzo, nella cui base ci sono scolpite le opere e le imprese sue.” E ancora: “Bene scrisse eziandio Simone che la bontà de’ piedi (dei cavalli) si conosce dal suono; perche le unghie alte risuonano come il ciembalo” e “.... Perche tutte le cose che dal cavallo vengono fatte per forza (sicome anco dice Simone) si fanno malamente e sgarbatamente, a guisa d'un istrione che venga spinto a recitare con gli stimoli e con la forza...” (Trad. Marc'Antonio Gandini, 1733).
Lo troviamo anche citato varie volte nell’Hippiatrika (Ιππιατρικά) e parafrasato (insieme a Senofonte e senza che di essi venga fatto il nome) da Teomnesto. Di lui sappiamo che probabilmente è l’autore del primo vero trattato ippiatrico greco, di cui ci è pervenuto solo un frammento mutilato, compreso nell’Hippiatrika stessa (Ιππιατρικά).
I suoi scritti trattano dell’aspetto esteriore e della scelta dei cavalli, rivelando un professionismo nella preparazione dei puledri. Al riguardo, Simone tratta dell’esatta posizione da far assumere alle gambe in sella al cavallo, tese e senza alcuna angolazione laterale: tutti principi riconosciuti validi ed ancora seguiti tutt’oggi.
I frammenti sopravvissuti del trattato di Simone di Atene sono stati pubblicati da F. Ruehl nel 1912 (Xenophontis Scripta Minora, Leipzig). Un capitolo inedito avente ad oggetto la scelta dei cavalli si trova nella Biblioteca di Cambridge, nel Codice greco della Raccolta Ippiatrica (Cod. 3. 19. in pergamena della fine del XII secolo).
Charles Victor Daremberg (1817-1872) pubblicò il testo greco di un interessante brano di Simone di Atene inerente l’Ippiatria antica nelle sue “Notices et extraits des manuscrits médicaux grecs, latins et français des principales bibliothèques de l'Europe” - V. 1. p. 169.
Per quanto riguarda l’Hippiatrika, possiamo dire che in verità detta opera, pur comprendendo alcuni frammenti di Simone, è costituita per la maggior parte agli scritti di Apsirto, Eumelo e Hierocle (Ierocle di Alessandria). Gli altri principali sono Ippocrate, Teomnesto, Pelagonio ed Anatolio. Tutti gli altri che vi vengono citati, tra i quali appunto lo stesso Simone di Atene nonché, tra gli altri, Nifonte (Νήφοντος), Agatotico (Agathotychus), Archidemo, Hippaius, Magone, Tetrippo, Agatocle e Tiberio, vi sono compresi unicamente per dottrine e ricette o dai primi ripetute o di secondaria importanza.
La più antica edizione della Collezione bizantina (Hippiatrika) è quella di Parigi del 1530 ad opera di J. Ruellius (Veterinariae Medicinae Libri II Iohanne Rvellio Svessionensi Interprete, nella traduzione in latino dal greco). Ad essa seguì l’altra di Basilea del 1537, nella versione in greco dal latino ad opera di Grynaeus. [Al riguardo, ricordiamo che attualmente dell’Hippiatrika esistono oltre 20 manoscritti che vanno dal X al XVI sec. d.C e che le più famose recensioni, a parte alcuni estratti, sono: l’”Hippiatrica Parisina”, la “Berolinensia”, la “Cantabrigiensa” e la “Londinensia”].