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Lorenzo Rusio (o Rusius Laurentius)

RUSIO Lorenzo

Lorenzo Rusio (o Rusius Laurentius) (medico veterinario italiano, 1288 – 1347).
Di lui sappiamo con certezza che esercitò a Roma l’arte veterinaria dopo il 1320 e che fu al servizio come “marescalcus” del cardinale Napoleone Orsini, al quale dedicò il suo trattato sui cavalli, scritto a Roma intorno al 1340. Ciò viene testimoniato, tra l’altro, anche dall’incipit e dall’explicit finale di alcuni codici ("Explicit liber marescaltiarum equorum compositus per laurentium dictum Rucium marescalchum de Civitate Romana familiarem Reverendi patris et Domini domini Neapoleonis de ursinis de ursinis de Civitate Romana sancti Adriani Diaconi Cardinalis Amen").
Erede,  insieme a Giordano Ruffo di Calabria, dell’insegnamento dei veterinari arabi, si distinse in quanto autore di un Liber marescalcie, molto apprezzato tanto che il suo lavoro raggiunse anche la Spagna ove ebbe anche lì grande successo. Nell’opera dimostra di conoscere i testi degli ippiatri greco-romani, fra i quali Vegezio e tratta della cura dei cavalli (“De cura equorum liber”) passando poi a trattare, nei vari capitoli, tra l’altro, della loro natura e bellezza, delle virtù e dei difetti, dei tempi e dei luoghi di riproduzione, del modo di ferrare ed allenare un cavallo, e via dicendo.
Il suo trattato, scritto in una versione dialettale del XIV secolo, fu più volte tradotto e venne dato alla stampa solo a partire dalla fine del XV secolo (precisamente vide la luce nel 1490). Esso porta diversi nomi.
Troviamo un “Livro de la Menscalcia de li cavalli”,  scritto e miniato a Ferrara nel 1425. Nel libro ogni parte del corpo del cavallo rappresenta un segno zodiacale, il che dà ad intendere come nel Medioevo (e nel successivo Rinascimento) l’astrologia fosse strettamente legata alla pratica della medicina (sia umana che veterinaria).
Ancora, abbiamo un’edizione veneta del 1559 dell’”Opera de l'arte del malscalcio di Lorenzo Rusio. Nella quale si tratta delle razze, gouerno, et segni di tutte le qualità de' caualli... Con la descrittione di alcune maniere di morsi, nouamente di latino in lingua uolgare tradotta” [In Venetia : appresso Girolamo Caualcalouo Veneto (= Girolamo Cavalcalupo), 1559].
Un’edizione in latino rinascimentale del manoscritto di “Hippiatria sive marescalia”, stampato a Parigi nel 1531 (Edition Wechel Chretien), si trova attualmente in Olanda, presso la Biblioteca Reale de L'Aja (Collectie Legermuseum, 00102285). Esso tratta, tra l’altro, delle malattie degli equini: “Hippiatria sive Marescalia Laurentii Rusii [...] in qua praeter variorum morborum plurima, ac saluberrima remedia, quadragintatres commodissimae FRENORUM formae excusae sunt [...]”; Excusum Parisiis, apud Christianum Wechelum, 1531.
A Cesena (Biblioteca Malatestiana) si conserva il “Liber marescalciae” in pergamena del sec. XV (1410-1412 circa) in un codice, in scrittura gotica degli inizi del XV secolo. In esso si trovano tre ricette, di cui una in volgare, per la cura delle malattie degli equini.
Come l’imperatore Federico II aveva commissionato e supervisionato un’opera sulla masclalcia a Giordano Ruffo di Calabria, interessato soprattutto sulla cura dei cavalli da adibire alla guerra, così anche i Malatesta, valenti condottieri, ebbero particolare interesse per questo genere di opere, il che giustifica la presenza di quest’opera nella biblioteca privata della famiglia.
Presso la Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II di Roma esiste un manoscritto in pergamena databile intorno al XVI secolo, contenente la “Mascalcia" di Lorenzo Rusio, nella versione originale in latino.
A Roma viene conservata anche un’edizione di Bologna del 1867 : La mascalcia di Rusio (volgarizzamento del secolo XIV) messa per la prima volta in luce da Pietro del Prato; aggiuntovi testo latino per cura di Luigi Barbieri [Collezioni di opere inedite e rare], Bologna, presso G. Romagnoli, 1867, che reca correzioni all’edizione di Spira (1486 ca.) e delle altre 2 di Parigi (1532 e 1533).