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Rufo di Efeso (I sec. d.C.)

RUFO DI EFESO

Rufo di Efeso (medico greco, seconda metà del I secolo d.C.).
Dimorò in Egitto e per qualche tempo a Roma sotto l’imperatore Traiano.
Insieme a Dioscoride e ad Areteo di Cappadocia viene ascritto come appartenente alla scuola metodica che cercava di conciliare le istanze della medicina empirica con quelle della medicina scientifica: essa cercava, cioè, in modo molto pragmatico, di assimilare tutto ciò che di utile era riscontrabile nelle varie scuole precedenti, da quella ippocratica a quella metodica a quella, infine, pneumatica che l’aveva preceduta cronologicamente.
Studiò l'anatomia esterna sui corpi degli schiavi e quella interna nelle scimmie.
Compose vari trattati (sembra 12), di cui uno dei primissimi libri di terminologia medica sulla nomenclatura delle parti del corpo umano e un altro sulle ossa.
Molto apprezzato da Galeno e dai grandi medici arabi dell’alto medioevo (nei quali si trovano frammenti delle sue opere), fu il primo a descrivere l’incrocio dei nervi ottici alla base del cranio (chiasma ottico) e in modo dettagliato particolari strutturali dell’occhio (specie del cristallino), della laringe, del pancreas (distinguendolo dalle ghiandole mesenteriche), dei dotti seminali, della prostata e delle tube uterine. Fu altresì il primo a descrivere la peste bubbonica e la lebbra. Anche se frammentaria, ci è pervenuta una sua descrizione della melancolia che esercitò grande influenza sulla medicina antica greco-romana ed araba.
Al riguardo, alcuni autori moderni gli hanno riconosciuto il merito di avere per primo formulato una classificazione patogenetica della melancolia che avrebbe avuto duratura fortuna nella medicina umorale.