Crea sito

RICORD Philippe (10.12.1800 - 22.10.1889)

RICORD Philippe

Philippe Ricord (medico venereologo francese, Baltimora, Stato del Maryland, U.S.A., 10 dicembre 1800 – 22 ottobre 1889).
Figlio di un emigrante francese, nel 1820 fece ritorno in Francia insieme al naturalista Charles Alexandre Lesueur (1778 – 1846) per il quale lavorò per poco tempo prima di conseguire la laurea nel 1826.
Con l'approccio istologico e microscopico da parte del medico austriaco Ferdinand von Hebra (1816-1880) la dermatologia iniziò a mettere in relazione le malattie della pelle con le lesioni anatomo-patologiche. Merito di Philippe Ricord, il più grande sifilologista del suo tempo, fu quello, in venereologia, di approfondirsi sullo studio della sifilide e sulla sua distinzione con la blenorragia. Sulle patologie e sui loro rischi sistemici tenne lezioni nella capitale francese in qualità di primario dell’Hôpital du Midi (1831-60).
Questa la frase che lo contraddistinse:
“I have been accused of seeing syphilis everywhere, but I am afraid I have not seen it often enough” (“Sono stato accusato di vedere la sifilide dappertutto ma temo di non averla vista abbastanza spesso”).
Nel XVIII secolo il medico John Hunter (1728 – 1793) aveva affermato che la sifilide, la gonorrea e l’ulcera venerea fossero manifestazioni distinte della stessa malattia. Ricord, insieme ad altri, contestò tale affermazione ritenendo che solo l’ulcera primitiva contenesse “il contagio” sifilitico e, verso la metà del XIX secolo, si applicò a dare una dimostrazione scientifica che tali patologie (sifilide e gonorrea) non fossero accomunate da una medesima eziologia. Nel 1837 con ben 2.500 inoculazioni sperimentali di pus da ulcere sifilitiche dimostrò la specificità delle due infezioni. Sembra che tali inoculazioni fossero in realtà “auto-inoculazioni”, in quanto Ricord si dichiarava contrario alla sperimentazione diretta su essere umani sani; sembra che avesse deciso quindi di condurre i suoi esperimenti su persone già affette dalla patologia.
Per primo appurò la natura dell’ulcera “molle” che tenne ben distinta dall’ulcera sifilitica, differente per la manifestazione ma anche perché aveva una base ben chiara; nel 1838, poi, scrisse un’importante opera dal titolo “Traité pratique des maladies vénériennes” (“Trattato pratico sulle malattie veneree”), pubblicata a Parigi nello stesso anno, in cui espose i risultati dei suoi studi sulla sifilide che per primo definì distinta in tre diverse fasi: la primaria, la secondaria ed infine la terziaria. Al primo stadio vennero assegnate tutte le varie manifestazioni ulcerose post-contagio a livello pelvico (genitali) e quelle successive a livello osteoarticolare; al secondo stadio vennero attribuite tutte le manifestazioni pustulose cutanee; nell’ultimo stadio vennero infine comprese tutte quelle forme tumorali in grado di arrecare, anche irrimediabilmente, conseguenze organiche e tissutali (attualmente sappiamo però che alcune di queste fasi possono anche sovrapporsi tra loro e quindi anche presentarsi non ben distinte tra loro oppure che la terza fase può non presentarsi mai di modo che tale suddivisione possa risultare decisamente arbitraria).
Per il trattamento specifico delle fasi successive della sifilide si affidò allo ioduro di potassio, già introdotto nel 1836 dallo scozzese William Wallace.
Nel XIX secolo, per la diagnosi delle patologie femminili, reintrodotto dal ginecologo francese Joseph-Claude-Anthelme Récamier (1774 – 1852) rientrò in auge lo speculum vaginale. Antoine-Joseph Jobert de Lamballe (1799 – 1867) lo modificò centralmente per ottenere il massimo grado di espansione. Nel 1836 P. Ricord modificò tale speculum a livello delle lame (si dice anche che ne abbia fatto uso nel trattamento dell’Imperatrice Eugenie de Montijo). Il medico statunitense Oliver Wendell Holmes  (1809 – 1894) lo definì il Voltaire della letteratura pelvica.
Medico personale di Gerolamo Bonaparte, dal 1869 assistette come chirurgo Napoleone III.
Altra sua importante opera fu la “Monographie du chancre” (“Saggio sull’ulcera”) (1837).
Le altre opere furono, in ordine cronologico:
“De l'emploi du speculum” (Paris, 1833); “De la blennorrhagie de la femme” (1834); “De l'Emploi dans le traitement de l'unguento mercuriel eresipele” (1836); “Théorie sur la nature et le traite-ment de l'epididymite” (1838); “De l'ophthalmie blennorrhagique” (1842); “Clinique iconographique de l'hôpital des veneriens” (1842–1851); “De la syphilisation” (1853); “Lettres sur la syphilis” (1851); “Leçons sur le chancre” (1858).