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Reobase

REOBASE

Etimologia : dal francese  rhéobase, comp. di rhéo  “reo” / dal greco ῥέος  ,  rhéos  “corrente, flusso” ,  der. di  ῥέω  , rheó “scorrere” /  +  base  / dal latino basis , der. dal greco βάσις  ,  basis   “base”.
In rapporto alla cronassia, fattore per la determinazione dell’eccitazione di un tessuto, in cui sta ad indicare l’intensità minima che deve avere una corrente elettrica (soglia d’intensità), costante nel tempo, per produrre un potenziale d’azione.
Il potenziale di azione si genererà solo per valori superiori alla reobase, di modo che maggiore sarà l’intensità dello stimolo minore sarà il tempo necessario per la stimolazione.
Esistono due parametri della stimolazione elettrica: l’intensità dello stimolo e la sua durata.
Per la determinazione dell’eccitazione di un tessuto, secondo la legge di Louis Lapique (precedentemente formulata da Weiss), avendo come unità di misura il milliampere, si deve far ricorso al rapporto appunto tra la reobase (che sta ad indicare l’intensità della corrente minima in grado di eccitare un tessuto) e la cronassia (che sta ad indicare il tempo necessario a stimolare il tessuto stesso, la cui intensità è doppia della reobase).
Se nel su citato rapporto intensità dello stimolo/tempo di durata dello stimolo si va incontro a squilibrio di uno dei due parametri, si rischia di generare sofferenza a livello tissutale ed assuefazione con conseguente reazione organica di “accomodamento” a soglie sempre più elevate di eccitazione. Il rapporto ideale di stimolazione è pertanto determinato dal valore di cronassia del singolo tessuto, valore che va adattato con riferimento al singolo distretto corporeo.
Gamba  : Cronassia  400 msec (millisecondi)
Coscia   : 350 msec
Tronco inferiore  : 300 msec
Tronco superiore  :  250 msec
Avambraccio  : 200 msec
Braccio   :  150 msec
Si avrà pertanto che minore sarà il tempo di cronassia di un tessuto, più esso risulterà eccitabile.