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Propriocezione

PROPRIOCEZIONE

Etimologia : dall’inglese proprioception  / dal latino  proprius “proprio” +  (re) ception  “ricezione”.
Capacità di percepire e riconoscere la postura statica e dinamica del proprio corpo e delle sue singole parti e lo stato di contrazione dei propri muscoli in relazione agli stimoli provenienti sia dall’esterno che dall’interno del proprio corpo, anche senza l’ausilio della vista, di modo da poter atteggiare al meglio il corpo o i suoi vari segmenti nello spazio e di intervenire nella regolazione e distribuzione dello sforzo muscolare.
È resa possibile dalla presenza di specifici recettori sensoriali (presenti a livello di muscoli, tendini, capsule, legamenti) che inviano i propri segnali ad alcune particolari aree encefaliche. I recettori propriocettivi sono costituiti dalle terminazioni nervose che danno inizio al processo neurofisiologico della propriocezione con un grado di sensibilità molto elevata per ogni tipo di stimolo.
I recettori possono essere sia esterocettori e telecettori (laddove siano sensibili a stimoli esterni rispettivamente in prossimità o a distanza dei sensi di vista, udito od olfatto) sia enterocettori (laddove gli stimoli provengano dall’interno dell’organismo : propriocettori di fasce muscolari e connettivali ovvero enterocettori o propriocettori viscerali, comprendenti fotorecettori o recettori retinici, vestibolari e barocettori renali, carotidei, ...).
Si dividono in meccanocettori, termocettori, chemocettori, recettori elettromagnetici (fotorecettori) e nocicettori a seconda che i segnali inviati riguardino deformazioni del recettore, stimoli termici, chimici, luminosi e danni tissutali.
Infine, i recettori possono distinguersi in base al grado di adattamento allo stimolo: i segnali provenienti dai recettori statici (o tonici) possono continuare a partire anche a distanza di tempo in presenza di stimoli costanti e prolungati laddove invece i recettori di velocità (c.d. recettori fasici o dinamici) si attivano solo in presenza di una variazione di intensità dello stimolo.
Alcuni di questi recettori sono : il corpuscolo di Ruffini e i dischi di Merkel, presenti a livello cutaneo e delle capsule articolari e della sottomucosa orale e linguale, sensibili a stimoli pressori e tattili prolungati ed intensi (esterocettori cutanei sensibili al tatto);  l’organo tendineo del Golgi, posto in corrispondenza della giunzione muscolo-tendinea e sensibile alle variazioni di tensione; il corpuscolo di Pacini, presente a livello cutaneo profondo e sensibile alle vibrazioni (esterocettori cutanei meccanocettori); le terminazioni sensitive primarie e secondarie (di tipo I, dinamici, e di tipo II, statici) dei fusi neuromuscolari (propriocettori).
Ogni alterazione della propriocezione determina sul piano clinico i sintomi dell'atassia (progressiva perdita della coordinazione muscolare e quindi motoria).