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PAUSANIA di Gela

Pausania di Gela (medico e filosofo greco, V sec. a.C.).
A lui, nativo di Gela, antica città della Sicilia oramai andata distrutta, Empedocle dedicò un tetrastico che inizia recitando: Pausania Anchiti natum Phoebique nepotem (figlio di Anchite e nipote di Febo).
Era noto non solo per le sue ricchezze e per le mitiche discendenze che vantava (da Podalirio, a sua volta collegato ad Asclepio) ma anche per la sua saggezza e per la sua bravura nel campo della medicina. Insieme a Filistione di Locri contribuì a dare lustro alla scuola medica siceliota.
Agli altri rami di Asclepiadi ( 'Ασκληπιάδαι ) che pure si ritenevano discendenti di Podalirio, appartenevano anche Ippocrate, Democede di Crotone, Critodemo (il medico di Alessandro Magno) e Gaio Stertinio Senofonte (medico di Claudio), nativo di Cos.
Fu allievo prediletto e amato di Empedocle di Agrigento, che gli dedicò il suo poema Sulla natura (Περὶ Φύσεως , Perì phýseōs); dopo la morte di Empedocle (come ci tramanda Laerzio), Pausania fece erigere in suo onore una piccola statua ed un’ara, come ad un dio.
Scrisse in una sua opera dell’apno, che pare fosse un farmaco dagli effetti tanto eccezionali da mantenere incorrotte e sane per lungo tempo le persone che lo avessero assunto.