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PASINI (o PASIENO) Antonio

Antonio Pasini o Antonio Pasieno (medico e filologo italiano, Calvasesio, attuale Calvagese della Riviera, Brescia, Italia, floruit 1574-1575).
Come si evince dale correzioni (“Saloni XVI Kal. Maij 1574”) apportate al suo libro “Hippocratis de aere, aquis, et locis…”, egli dimorò nella cittadina di Salò.
Da grande conoscitore della lingua greca, col titolo di socio protettore, fece parte della locale Accademia letteraria, indifferentemente detta Unanime o Concorde. Della detta Accademia fece anche parte il Gratarolo (o Grattarolo) Bongianni (nato a Salò intorno al 1530) che lo cita nella sua Historia della Riviera di Salò. Nel suo Hercules Benacensis (Brescia, 1575) dedicato allo stesso Gratarolo dal suo autore Giuseppe Milio detto il Voltolina, anche lui originario di Salò, il Pasini si vede citato come Pasienus Antonius Med. et Phil..
Altre citazioni, da parte di Leonardo Cozzando e Leonardo Cominelli (L'Italia accademica, Rimini 1688, pubbl. G. Malatesta Garuffi).
Ricordiamo qui le sue opere:
-Hippocratis de aere, aquis, et locis, liber ab Antonio Pasieno, medico et philosopho Benacensi interpretatione et emendatione exornatus. Cuius altera pars olim libro del vulneribus capitis male adiec - Brixiae : apud haeredes D. Turlini, 1574 (Brixiae : excudebant haeredes Damiani Turlini, 1574);
-Annotationi ed emendationi nella tradottione dell'ecc. P. Andrea Matthioli de' cinque libri della materia medicinale di Dioscoride Anazarbeo, fatte dall'Eccellente Medico-Fisico R. Antonio Pasini
(ampia raccolta di approfondimenti, postille ed annotazioni all'opera del Mattioli, di cui si contano varie edizioni dal 1591 al 1600).
Entrambe le due opere del Pasini vennero però fortemente stroncate dal celebre Giovanni Battista Brocchi, già segretario dell’Accademia di scienze, lettere, agricoltura ed arti di Brescia. E particolarmente lo fu la seconda sua opera su Dioscoride in cui il Brocchi affermò che l’autore non era entrato in alcun modo nel merito scientifico, limitandosi solo a fare annotazioni linguistiche erudite e grammaticali a quella che era stata la traduzione di Dioscoride da parte del pur celebre Mattioli. Anzi, a volte pretendendo non solo di poter rivedere la traduzione bensì lo stesso testo originale di Dioscoride, lasciandosi influenzare da quanto in materia avevano scritto altri celebri medici quali Galeno ed Oribasio.