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OROLOGIO DI FLORA - botanica

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OROLOGIO DI FLORA

Etimologia : Orologio = dal greco ὡρολόγιον  , orológion “che annuncia l’ora” / comp. da ὥρα  , hōra “ora” + tema linguistico di λέγω  legō  “dire” / da cui il termine latino "horologium". Flora = dalla voce latina Flora, che stava ad indicare la divinità della primavera.
Carlo Linneo pare sia stato il primo a notare come i fiori di diverse specie di piante non sboccino tutti alla stessa ora del giorno.
Prima di portare a termine la sua classificazione secondo la nomenclatura binomiale, identificò 24 piante i cui fiori sbocciano nelle 24 ore del giorno, mettendo così a punto una sorta di “orologio della Flora”, nel cui quadrante ogni ora fosse dedicata ai fiori di una determinata specie di pianta, naturalmente secondo la latitudine di Uppsala.
In seguito, presso la nobiltà europea, l’orologio di Flora divenne una vera e propria curiosità anche grazie agli adattamenti che vi furono apportati. Niente lancette, rubini, quarzo o litio, ma solo la magica perfezione della Natura sotto le vesti dell’antica divinità italica di Flora. Ed ogni ora veniva rallegrata dai bellissimi colori dei fiori:  a mezzogiorno il fucsia o il rosso del fico degli Ottentotti (Carpobrotus acinaciforme) e a mezzanotte il bianco della regina della notte (Selenicereus grandiflora). Ad alcuni fiori basta l’alba od i primi raggi perchè si schiudano le loro corolle: ciò vale per le Convolvulacee (dai convolvoli alle ipomee) come per gli elicrisi, il lino e la dicentra; altri, invece, come i crisantemi, attendono il mezzodì; altri, ancora, l’imbrunire, come le belle di notte (Mirabilis jalapa) ed alcune Cactacee.
Alcuni fiori si aprono e si chiudono per predeterminazione genetica (eliotropo), altri ancora dipendono direttamente dal calore dei raggi del sole, come la maggioranza delle Composite.
Per chi volesse realizzare da sè un orologio di Flora, tenga ben presente che il periodo migliore è tra maggio e luglio, con l’eccezione della brugmansia che fiorisce in agosto. L’unico difetto sta nel fatto che in inverno, l’orologio non funziona! Condizioni essenziali sono: il clima (piuttosto mite e senza sbalzi, come quello ligure, toscano e collinare del Meridione); un’altitudine che non superi i 600 m. ed una posizione soleggiata.
In Italia esiste un orologio di Flora in provincia di Napoli (inaugurato nel 2003) ricoprente un’area di ben 30 metri quadrati. In esso sono presenti le seguenti specie, dalle ore 1,00 alle ore 24,00:
1. Sonchus tenerrimus;
2. Tragopogon porrifolius;
3. Convolvulus arvensis;
4. Hemerocallis fulva;
5. Ipomoea purpurea;
6. Taraxacum officinale;
7. Nymphaea alba;
8. Calendula offìcinalis;
9. Osteospermus pluvialis;
10. Gazania rigens;
11. Ornithogalum umbellatum;
12. Carpobrotus acinaciforme;
13. Delosperma cooperi;
14. Scilla peruviana;
15. Portulaca grandiflora;
16. Alissum maritimum;
17. Miralibis jalapa;
18. Ipomoea bona/nox;
19. Silene noctiflora;
20. Tradescantia virginiana;
21. Datura stramonium;
22. Cereus;
23. Echinopsis;
24. Selenicereus grandiflorus.
In provincia di Frosinone, nel Comune di Collepardo, nella Certosa di Trisulti, è conservato uno dei tanti manoscritti che ebbero ad oggetto l’orologio di Flora di Linneo. Esso recita testualmente, sotto il titolo “L’orologio di Flora”:
“L'assiduo studio, onde l'immortal
Linneo intese ad investigare la meravigliosa
natura dei vegetali, gli fece avvertire che alcuni
fiori dalla Primavera all'Autunno si aprivano e
chiudevano a certe ore determinate del giorno,
e questo fenomeno chiamò vigilia e sonno
delle piante. Siccome cosa nasce da cosa, e
da pensier nuovo pensier rampolla, questo
ripetersi dello stesso effetto a giro d'ore,
suggerì l'idea di un orologio, che forse non fu
ignoto agli stessi antichi, del quale l'asta del
fiore fosse l'indice e l'aiuola il quadrante.
Cercherebbe cosa impossibile chi volesse
trovare l'esattezza matematica in
quest'orologio, il quale riceve necessarie
variazioni e dalla diversità dei climi e dalla
incostanza delle stagioni.
Avrà però di che pienamente soddisfare alla sua curiosità, chi
ama divertire l'anima all'innocente diletto di
osservare i miracoli della natura, che tanto si
mostra portentosa nella leggiadra famiglia dei
fiori. Se a determinare la misura del tempo i
solitari della Tebaide si giovarono della polvere
del deserto, se l'affaticato villanello dell'Asia
guardava l'ombra delle piante per indovinare le
ore del giorno, noi, per invidiabile ventura, sotto
al ridente cielo d'Italia, assai più lietamente
prenderemo partito d'occuparci della piacevole
coltivazione dei fiori...Tu che leggi queste
carte, amatore di pure delizie, fa di essere
cortese a questa fatica e segna coi fiori i giorni
felici della tua vita, che ti auguro fiorente e lieta
come la bella Primavera che vide l'italico cielo.
Addio".
Subito dopo troviamo riportate le specie dei fiori che sbocciano alle varie ore del giorno (con riportata, di seguito alla classificazione botanica e alle caratteristiche, anche la denominazione in lingua francese):
Ore 7 italiane: Il Dente di Leone (Leotondon
Taraxacum). Appartiene alla Classe
Syngenesia, all'Ordine polygamia aequalis.
Mette fiori giallastri; è chiamato dai Francesi:
Pissalint officinal.
Ore 8 italiane: Lattugaccio (Arnopogon
dalechampii). Appartiene alla Classe
Syngenesia, all'Ordine polymagia aequalis. I
suoi fiori dosno di un bel color giallo, racchiude
semi piumati cui disperde il vento, e reca
altrove a germogliare; viene detto dai Francesi:
Salsifis dalechamp.
Ore 9 italiane: Il Vilucchio delle siepi
(Convolvulus sepium). Appartiene alla Classe
Pentandria, all'Ordine monogynia. Mette fiori
bianchissimi, s'attorciglia alle siepi e ama
l'ombra; è detto dai Francesi: Grand liserom
blanc.
Ore 10 italiane: La barba di becco
(Tragopogon pratense). Appartiene alla Classe
Syngenesia, all'Ordine polygamia aequalis.
Mette calice squamoso, foglie dentellate,
medicinali rinfrescanti, i suoi fiori sono
giallastri, la radice nutritiva; viene chiamato dai
Francesi: Salsifis de pres.
Ore 11 italiane: Crespigno e Cicerbita
(Sonchus oleraceus). Appartiene alla Classe
Syngenesia, all'Ordine polygamia aequalis.
Mette fiori giallastri, le sue foglie sono verdi
oscure frastagliate, stilla un umore lattiginoso,
ama i luoghi aridi; i Francesi la chiamano:
Laitron epineux.
Ore 12 italiane: Pulmonaria gallica rotundifolia
(Hyeracium murorum). Appartiene alla Classe
Syngenesia, all'Ordine polygamia aequalis. I
suoi fiori sono di color ceruleo purpureo, le
foglie ovate, lanceolate; è chiamato dai
Francesi: Pulmolnaire.
Ore 13 italiane: Pilosella (Hyeracium pilosella).
Appartiene alla Classe Syngenesia, polygamia
aequalis. Cresce nei luoghi sterili, mette fiori
gialli, dicesi salubre per gli uomini, micidiale
per le pecore. I Francesi la chiamano: Oreille
de souris.
Ore 14 italiane: Erba cristallina
(Mesembryantheum crystallinum). Appartiene
alla Classe Icosandria, all'Ordine pentagynia,
mette fiori radiati porporini bellissimi, foglie
ovate ondate; è chiamata dai Francesi: la
glaciale.
Ore 15 italiane: Bello di giorno (Convovulus
tricolor). Appartiene alla Classe Pentandria,
all'Ordine monogynia. I suoi fiori sono screziati
di bianco, giallo e turchino; è chiamato dai
Francesi Belle de jour.
Ore 16 italiane: Porcellana del meriggio
(Portulaca meridiana). Appartiene alla Classe
Dodecandria, all'Ordine monogynia. I suoi fiori
sono di un bel colore giallo; è detta dai
Francesi Pourpier sauvage.
Ore 17 italiane: Fior di cucculo, ossia amoretto
pratense (Ixia bulbocodium o Romulea).
Appartiene alla Classe Triandria, all'Ordine
monogynia. Mette fiori gialli rigati cerulei,
cresce nelle praterie, ha breve durata. I
francesi la chiamano Ixia.
Ore 18 italiane: Radicchiella selvatica
(Rhagadiolus stellatus). Appartiene alla Classe
syngenesia, all'Ordine polygamia aequalis.
Mette fiori gialli a stella, foglie dimesse in forma
di lira. Viene detta dai Francesi: Lampsana
etoilée.
Purtroppo il manoscritto è incompleto e l’orologio finisce qui.