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OPPIANO di Apamea

OPPIANO di Apamea

Oppiano di Apamea (in greco ᾿Οππιανός , Oppianos; in latino Oppianus) (scrittore e poeta greco, Apamea, attuale Siria, III sec. d.C.).
Fu autore della Κυνηγετικά (Cynegetica), un poema didascalico esametrico sulla caccia (in particolare sulle tecniche di caccia con cani), in 4 libri, l’ultimo dei quali appare incompleto.
Rispetto al poema dell’Halieutica (῾Αλιευτικά), composto da Oppiano di Anazarbo, lo stile risulta mediocre e dal testo non si evince un’eguale conoscenza dell’argomento trattato.
Un’altra opera sull’uccellagione dal titolo “Ixeutika”, inizialmente attribuita a lui, sembra invece essere stata scritta da altri (probabilmente da un autore di nome Dionigi). (Il manuale della storia della letteratura di F. Ficker – parte I – Venezia MDCCCXL – cita uno scritto attribuito ad Oppiano di Apamea dal titolo “palmone”,  che era una storia di caccia agli uccelli).
A quel tempo spesso gli imperatori erano anche committenti e/o destinatari di tali composizioni ed Oppiano dedicò la sua composizione all’imperatore Caracalla (188 d.C. – 217 d.C.).
Per tutta l’antichità venne confuso con il suo omonimo Oppiano di Anazarbo, anch’egli scrittore didascalico.

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I 2144 esametri, oltre alla tecnica di caccia con i cani ed alla figura del cacciatore, riportano anche la descrizione di svariati animali, domestici e selvatici, tra cui ricordiamo qui: il toro, il cervo, l’antilope, la pecora, l’elefante, il rinoceronte, la scimmia, il leone, l’orso, il cavallo, e via dicendo.
Il IV ed ultimo libro si sofferma in particolare sulla caccia ai leoni, leopardi, orsi, gazzelle e volpi.