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Numisiano

“L’anatomia è incontestabilmente il più antico strumento della conoscenza ed essa sta a fondamento della chirurgia.” (René Leriche, 1879 – 1955).

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NUMISIANO

Numisiano (Νουμισιανός) (medico greco, I-II sec. d.C.).
Sulla base di quanto ci viene riferito da Galeno (“De Anatomicis administrationibus” i. 1, vol. ii. p. 217), lo sappiamo discepolo, eccelso, insieme ad altri tra i quali Lico di Macedonia (che probabilmente insegnò anche a Galeno ad Alessandria di Egitto ma fu criticato da Galeno nel trattato Adversus Lycum, XVIIIA.196-245K) dell’anatomista Quinto (il quale fu attivo a Roma ma non scrisse alcuna opera ed a sua volta discepolo del più celebre anatomista greco Marino di Alessandria).

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A sua volta Numisiano, il quale fu inizialmente attivo a Corinto, ebbe tra i suoi discepoli Satiro e Pelope nella scuola di Alessandria d’Egitto [ricordiamo qui che Galeno di Pergamo (129 – 216) si recò egli stesso presso la detta scuola numisiana di Alessandria per specializzarsi nelle scienze anatomiche (anatomia generale, comparativa e chirurgica) nonchè in farmacologia; scuola tanto celebre a quei tempi che molti altri medici vi si recarono per i loro studi anatomici. Ed anche di tale esperienza presso la scuola numisiana Galeno fa menzione nell’opera “De Anatomicis administrationibus”, che contiene anche dettagli di esperimenti fisiologici nonchè risultati di dissezioni anche su scimmie e di vivisezioni (anche se lo stesso Galeno non fa menzione di scoperte attribuibili in modo specifico a Numisiano)].
Come uso di molti altri medici alessandrini, anche Numisiano si approfondì sugli studi ippocratici pervenendo a commentarne gli Aforismi in lingua greca, a quei tempi molto apprezzato (Galeno, Hippocratis Epidemiarum L. II, Commentum 4: CMG V 10,1, 345-348). Tali studi furono conservati da suo figlio Eracliano (Ἡρακλειανὸς / Herakleianòs – lat.: Heraclianus), peraltro anatomista a sua volta ma di più modesta statura (col quale lavorò anche Galeno), ed infine andarono distrutti dal fuoco (Galeno, Administrationes anatomicae 14,1) sembra su istruzioni date dallo stesso Eracliano in punto di morte. Sottolineiamo qui che lo stesso Galeno, il quale perfezionò i suoi studi anatomici  nell’ordine a Smirne, Corinto e ad Alessandria, fu discepolo di maestri quali Numisiano, Satiro e Pelope ma anche e soprattutto di scienziati legati al Museo di Alessandria d’Egitto, dove Galeno si approfondì sugli studi anatomici per ben cinque anni (152 – 157) venendo a contatto con la grande tradizione del commento ippocratico tra cui le opere, da lui molto apprezzate, di Numisiano. In verità, parte della letteratura, anche la più recente [v. ad es. Nutton, The Western Medical Tradition, ed. L. I. Conrad et al. (Cambridge, 1995), p. 61], mette in dubbio che Galeno sia realmente riuscito ad entrare in contatto con Numisiano, sia a Corinto che ad Alessandria né che ad Alessandria - aggiungiamo qui - egli abbia avuto in qualche modo l'opportunità di leggerne le opere originali [allorchè Galeno giunse a Corinto, Numisiano ne partì per Alessandria, dove poco tempo dopo (intorno al 150 d.C.) morì]. Comunque certamente Galeno frequentò la sua scuola e conobbe il figlio Eracliano ed il suo apprendistato durò l’arco di quasi un decennio (dal 149 fino al 157) per seguire i corsi dei più importanti maestri, ribadiamo da Smirne dove insegnava Pelope, medico di orientamento ippocratico e discepolo di Numisiano, a Corinto alla scuola di Numisiano stesso.