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NIFONTE (III / V sec. d.C.)

NIFONTE

Nifonte (in greco Νήφοντος) (veterinario greco, III / V sec. d.C.).
Poco di sa della sua esistenza.
Di certo sappiamo che fu medico veterinario vissuto tra il III ed il V sec. d.C., probabilmente contemporaneo di Agathotychus (Ἀγαθότυχος). Tanto che il veterinario militare Teomnesto (latino = Theomnestus; greco = Θεόμνηστος), nelle pagine dedicate all’ippologia [che verranno in seguito raccolte nell’Hippiatrika (Ιππιατρικά) miscellanea dei testi ippiatrici greci probabilmente risalente al X sec. d.C., sotto  Costantino VII Porfirogenito (905-959)], cita entrambi gli autori insieme alla materia dagli stessi trattata e alle relative raccomandazioni. Precisamente, possiamo leggervi: “Trattamento di Nifonte della morva artritica” (“Νήφοντος φεραπεία μάλεως àρθρίτἰδος”); “da Agathotychus, sulla stessa” (Ἀγαθότύχοv είς τò αύτό);...”. In queste pagine il nome di Nifonte, come quello di Ippasio, figura un’unica volta.
Anche il suo nome è compreso nell’Hippiatrika (Ιππιατρικά). Anche se, a dire la verità, la maggior parte di quest'opera è quella che si riferisce al veterinario Apsirto e comprende varie Epistole dirette o ad antichi maestri (primo fra tutti Ippocrate) o ad altri. I primi tre maestri trattati nella Collezione sono Apsirto indi Eumelo e Hierocle (Ierocle di Alessandria). Gli altri principali sono Ippocrate, Teomnesto, Pelagonio ed Anatolio. Tutti gli altri che vi vengono citati, tra i quali appunto lo stesso Nifonte (Νήφοντος) nonché, tra gli altri,  Agatotico (Agathotychus), Archidemo, Hippaius, Magone, Tetrippo, Agatocle e Tiberio, vi sono compresi unicamente per dottrine e ricette o dai primi ripetute o di secondaria importanza.
La più antica edizione della Collezione bizantina (Hippiatrika), che a sua volta raccoglie alcuni frammenti degli scritti di Nifonte, è quella di Parigi del 1530 ad opera di J. Ruellius (Veterinariae Medicinae Libri II Iohanne Rvellio Svessionensi Interprete, nella traduzione in latino dal greco). Ad essa seguì l’altra di Basilea del 1537, nella versione in greco dal latino ad opera di Grynaeus.
Precisamente, per quanto riguarda Nifonte, su: “Mali disarticulariae curatio” (ex Nephonte).
A Venezia nel 1543, presso lo stampatore Michele Tramezzino (il quale non palesa il nome del traduttore), venne stampata la traduzione in volgare dell'Hippiatricum, intitolata “Opera della Medicina de’ cavalli composta da diversi antichi scrittori” (attualmente tra le più significative del fondo antico “Nando Maestrini” della Biblioteca Centralizzata “Giovan Battista Ercolani” della Facoltà di Medicina dell’Università di Bologna).
Naturalmente, è possibile che si riesca a trovare anche altre edizioni dell'"Opera" altrove proprio in quanto la medicina veterinaria, nei secoli, ha sempre goduto di un'elevata considerazione. [Al riguardo, ricordiamo che attualmente dell’Hippiatrika esistono oltre 20 manoscritti che vanno dal X al XVI sec. d.C e che le più famose recensioni, a parte alcuni estratti, sono: l’”Hippiatrica Parisina”, la “Berolinensia”, la “Cantabrigiensa” e la “Londinensia”].