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NICOMACO

NICOMACO

Nicomaco (in greco : Νικόμαχος ; in latino Nicomachus) [medico greco, Stagira, nella penicola calcidica, nel nord della Grecia (nell’odierna Stavro, Macedonia, facente parte della Tracia sino alla conquista da parte dei Macedoni), IV sec. a.C.].
Medico e studioso di scienze naturali e marito di Festide (Phaestis o Phaestias) – anch’essa proveniente da una famiglia di medici – fu amico e medico di Aminta III, re di Macedonia e poi del figlio di questi Filippo II, padre di Alessandro Magno.
La sua professione medica dovette certamente essere un incentivo per suo figlio Aristotele affinché questi coltivasse la sua passione ed il suo interesse per le scienze naturali che rimase immutato per l’intera sua vita nella sua attività di ricerca. E sembra proprio che alla corte macedone, frequentata da suo padre Nicomaco, che Aristotele probabilmente apprese anche i primi rudimenti di biologia e di medicina che certamente sarebbero stati in futuro importanti anche per la sua collocazione sociale presso la corte macedone, dove fu chiamato da Filippo II, re di Macedonia, per assumere presso la città di Pella l'educazione di Alessandro Magno.
Nicomaco e sua moglie morirono prematuramente tanto che il loro figlio Aristotele fu allevato da Prosseno, un parente più anziano.
In William Alexander Greenhill ("Nicomachus." Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology”) leggiamo che Nicomaco era anche padre di un figlio di nome Arimnesto e di una figlia di nome Armineste.
Nicomaco morì all’incirca verso il 367 a.C. ed apparteneva alla corporazione - riallacciandosi al Γένος (Ghènos) - degli Asclepiadi [al riguardo, secondo quanto riporta anche la Suda, leggiamo nel “Fiore del Comento sopra la Divina Commedia di Dante Alighieri fatto da M. Giovanni Boccaccio e ... ridotto... da G. Ignazio Montanari” - cap. IV – Firenze, 1842: “Lo stesso Nicomaco  [e la moglie (E)festide] si diceva fossero discendenti di Mataone (leggi: Macaone) e d’Asclepiade, discendenti di Esclulapio il quale (a sua volta) gli antichi...dicono essere stato figliuolo d’Apollo, iddio della  medicina”)].
Sembra che Nicomaco avesse anche scritto un'opera di Fisica e trattati di medicina, andati tutti dispersi.