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NEBRO (VI sec. a.C.)

NEBRO

Nebro o Nebros (medico greco, Còo, VI sec. a.C.).
Come i suoi discendenti, fu un celebre medico ed aristocratico dell’isola di Còo, antenato per linea paterna del più celebre Ippocrate di Còo, unanimemente riconosciuto come il “Padre della Medicina”.
Appartiene a quella vasta schiera di medici antichi dei quali ci sono pervenute pochissime notizie, poco più che leggende.
Le uniche notizie che abbiamo di Nebro (Nebros) provengono dal “Presbeutikos Logos” di Ippocrate (in verità, opera attribuita a Tessalo, figlio d’Ippocrate). In essa Tessalo tiene un discorso immaginario al popolo ateniese sul rapporto storico intercorso tra l’isola natìa di Ippocrate (Cos), Ippocrate stesso e la città di Delphi, consacrata al dio Apollo. Vi viene descritta minuziosamente la prima guerra sacra (592-582 a.C. ca.) che vide la lega sacrale anfizionica (composta in particolare dai Tessali, Atene e Sicione) opposta al popolo dei Focesi di Crisa, che avanzavano pretese sul santuario delfico di Apollo Pitico. La lega ottenne la vittoria sui Focesi ed il merito, inizialmente attribuito a Clistene di Sicione, venne solo più tardi riconosciuto ad Euriloco tessalo. In verità, come ci racconta il “Presbeuticos”, la lega anfizionica disperava di vincere la guerra, anche a causa della pestilenza che affliggeva l’esercito di Euriloco. Però in soccorso di quest’ultimo ed a favore del tempio dedicato ad Apollo sito nell'"omphalos" greco del mondo di Δελφοί , Delphi (città della Focide, sede del più importante e venerato oracolo del dio Apollo, assieme a Dydyma) accorsero dall’isola di Còo, nel VI sec. a.C., Nebros ed il figlio Chrysos. Ed il loro aiuto, non solo medico ma anche militare, fu decisivo per la vittoria di Euriloco.
L’esistenza di Nebros spunta dal mito della figura di Ippocrate e della sua discendenza divina, che si fa procedere da Kronos – Saturno; Zeus ed Apollo.
La genealogia asclepiadea ippocratica – al di là delle sue origini mitiche - si fa generalmente procedere per 17 generazioni [anche se altrove, in letteratura, si hanno notizie variegate - anche solo parziali ovvero di mero riferimento - di alberi genealogici imperfetti – in quanto ridondanti (riportanti ad esempio anche la figura di Macaone) - o addirittura incompleti, mancanti di alcune generazioni].
Essa così procede da Asclepio (discendenza di Kos):
- Asklepios;
- Podaleirios;
- Hippolochos;
- Sostratos I;
- Akay – Dardanas;
- Krisamis I;
- Kleomyttades;
- Theodoros I;
- Sostratos II;
- Krisamis II;
- Theodoros II;
- Sostratos III;
- Nebros;
- Gnosidikos;
- Ippocrate I;
- Eraclide;
- Ippocrate II ("Padre della medicina").
Il “Chiliades” (Χιλιάδες) – o “Libro di Storie”, del XII secolo d.C., di Giovanni Tzetzes (Ἰωάννης Τζέτζης / Iōánnēs Tzétzēs , 1110 d.C. ca. – 1180 d.C.), riporta invece una genealogia differente, in quanto mancante di Krisamis II (tra Theodoros II e Sostratos II). Di modo che abbiamo: Asklepios; Podalirios; Hippolochos; Sostatos; Dardanos; Krisamis; Kleomyttades; Thedoros; Sostratos II; Theodoros II; Sostratos III; Nebros; Gnosidikos; Hippokrates I; Herakleides; Hippokrates II (“Padre della Medicina”). (fonte: Adams 1891)
Altrove:
Kleomyttades II (tra Krisamis II e Theodoros II); Tessalo (figlio di Ippocrate) alla fine della discendenza ed Apollo capostipite (fatte naturalmente salve genealogie differenti per Sparta ed Atene).