Crea sito

MOSCHIONE (I sec. a.C. - I sec. d.C.)

MOSCHIONE

Moschione (in greco  Μοσχίων) (medico greco, I sec. a.C./I sec. d.C.).
Discepolo di Asclepiade di Bitinia, venne da questi chiamato il “Correggitore” (o “Correttore”) perché era convinto di poter correggere quanto scriveva il suo maestro. Galeno gli attribuisce appunto la correzione della definizione “σφυγµoς”   (sphugmos) del maestro Asclepiade. Altrove viene citato anche come autore di ricette farmacologiche.
Lo si trova citato anche in altri autori, quali Sorano d’Efeso ed Andromaco. Il nome di Moschione lo troviamo citato anche nel De anima di Tertulliano. Quest’ultimo, che ha come fonte Sorano, cita il nome di Moschione datato fra il I sec. a.C. ed il I sec. d.C.. La ricetta di un suo empiastro (il “Moschionos Katagmatikè”) la troviamo riportata in Asclepiade il Giovane, soprannominato Φαρμακίων , Pharmakíon (nel terzo libro dei farmaci interni), con specificate anche le misure delle unità ponderali.
Venne identificato erroneamente col medico Muscio (o Mustio o Mustione) attribuendogli la paternità del "Gynaecia" (una versione in latino del trattato di ginecologia Gynaikeia di Sorano d'Efeso, del II sec. d.C.).
Un medico con lo stesso nome è menzionato da Plutarco, Plinio ed Aezio.
Alessandro di Tralles (detto Tralliano) cita un certo Moschione, dandogli il nome di Teodoro, riferendo che detto medico consigliava un rimedio per l’epilessia.