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Monoclimax

MONOCLIMAX

Etimologia : dal greco μόνος  , monos  “solo” , da cui  μονο- , mono-  + dalla radice proto-indo-europea klei- , da cui κλῖμαξ  , klimaks  (gen. Κλίμακος/klimakos) da cui il latino (tardo) climax , col sign. di “scala (o smagliatura)”, usato per indicare l’apice di un determinato processo di crescita /. [Identica derivazione per la v. verb. κλίνω , klìno “piegare, inclinare”, da cui κλίμα (–ματος) ,  klíma (Klimatos)  “zona, spazio geografico” / sign. orig. “latitudine,  inclinazione (terrestre dall’equatore ai poli)” / da cui il latino clima-atis /].
Stadio finale di una successione ecologica determinato dal clima regionale in cui la vegetazione presente sia in equilibrio con i fattori ecologici ivi dominanti.
Venne chiamato anche “climax climatico” dal suo teorizzatore Frederic Edward Clements (1874-1945). Secondo questa teoria (datata 1916) in una specifica area geografica esiste un’unica comunità climax verso cui tutte le altre comunità si evolvono. Le altre comunità presenti nella zona sono descritte sotto altri termini (proclimax, subclimax, postclimax, ...). In tale area si evolverà una vegetazione climax indipendentemente dalle condizioni in cui il sito si trovi nel periodo precedente: ciò grazie alla sufficienza del tempo a disposizione e la libertà da interferenze esterne. Clements era fermamente convinto che il clima fosse l’unico fattore che potesse determinare il tipo di vegetazione finale (the “forest-type”).
Il concetto di climax fu proposto inizialmente da Henry Chandler Cowles (1869-1939) e solo successivamente sviluppato da F.E.Clements. Quest’ultimo lo definì, nel 1928, “the final condition of a vegetation of a climatic region through a climatic period”. A tale visione “olistica” che vedeva la comunità climax quasi incarnata in un superorganismo che nasceva, cresceva e moriva, si oppose la teoria “individualistica” di Henry Allan Gleason (1882-1975): “The vegetation unit is a temporary and fluctuating phenomenon, dependent, in its origin, its structure, and its disappearance, on the selective action of the environment and on the nature of the surrounding vegetation”. Tale teoria presupponeva la sostituzione della concezione del “superorganismo” con quello della coincidenza. Arthur George Tansley (1871-1955) propose infine la teoria del policlimax (compromesso tra le posizioni di Clements e di Gleason) secondo cui alcuni fattori locali (quali, ad es., il substrato e la posizione topografica) potevano portare la successione a tipi diversi di climax.