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MNEMONE di Side

MNEMONE di Side

Mnemone (in greco  Μνήμων , Mnémon  “Colui che ricorda” o “Colui che rammenta”) – (medico greco, Side, Pamfilia, III sec. a.C.).
Fu seguace di Cleofanto.
Si crede che fosse l’autore dei famosi “Caratteri”  (Χαρακτἦρεξ), ovvero alcuni segni che si ritrovano in alcuni storie cliniche cui fa cenno il medico Ippocrate nel III libro delle Epidemie (libro conosciuto anche come ''De Morbis Popularibus'').  Galeno riferisce da altri che questo medico, avendo preso un esemplare del testo ippocratico dalla Biblioteca di Alessandria di Tolomeo III Evergete (detto "il benefattore"), vi aveva aggiunto i detti caratteri, contraffacendo la scrittura dell’originale adoperando un inchiostro simile (“contrafacendo la scrittura dell’originale con adoperare un’inchiostro simile, così adulterato il restituì”). Altri assicurano che quest’esemplare dell’opera di Ippocrate (conservato nella Biblioteca di Alessandria) dove si trovano questi Caratteri, era stato portato in Egitto proprio da Mnemone dalla sua natia Pamfilia (antica antica regione dell’Anatolia, le cui coste erano prospicienti all'isola di Cipro). Una volta arrivato ad Alessandria d’Egitto, Mnemone aveva venduto tale copia a Tolomeo Evergita; anzi, più precisamente pare che Mnemone avesse fatto il viaggio in mare con questa copia e che il titolo lo avesse poi corretto in “Ex navibus”, sub correctore Mnemone Sidita. Altri hanno scritto, soggiunge Galeno, che non vi era quel sub correctore, ma il semplice suo nome; “quia & aliorum etiam omnium, qui cum libris appellebant, regii ministri nomine reponendos in apothecas libros insigniverunt”, “Ma di qualunque maniera la cosa fosse passata, dice Galeno, è verosimile che ciò facesse Mnemone per cagion di guadagno”.
Ricordiamo però che l’interesse per le opere di Ippocrate ad Alessandria era condiviso sia dagli Empirici che dagli Erofilei, due scuole mediche rivali che si sono sfidate anche nel campo dell’esegesi ippocratica e che probabilmente rientrava nella prassi apporre correzioni ai testi medici.
Difatti, per quanto riguarda le correzioni all’opera ippocratica, è plausibile che nel tempo siano state apportate a più testi, ma non ne sia rimasta notizia. Produrre una nuova copia sarebbe cioè consistito nel fare correzioni ad una copia scelta fra quelle disponibili e usata come testo base, sul quale, nel tempo, apporre correzioni, annotazioni e commenti.