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METRODORA

Metrodora (in greco Μητροδώρα) – (medico greco, IV sec. d.C.).
Di Metrodora, famosa medichessa nata in Grecia tra il IV ed il V sec. d.C., ci è pervenuto un manoscritto redatto in greco e compilato nel XII sec. d.C., giunto poi a Firenze alla corte dei Medici, che ha come titolo “Sulle malattie e cure delle donne”. I suoi 108 rimedi compendiati in 63 capitoli costituiscono un antecedente imprescindibile dei compendi “farmaceutici” successivi. Vi si trovano ricette medicamentose di carattere ginecologico, fino alle malattie degli umori e le patologie gastriche. In detti capitoli, ampio spazio è dedicato altresì all’arte della cosmetica, della profumeria e all’estetica (con particolare riguardo al seno, con l’elencazione di una trentina di ricette, tra cui risulta assolutamente sorprendente quella riguardante un tonico dal potere rassodante, una maschera per il viso, una pillola per la virilità ed altre bevande dal potere afrodisiaco). A differenza di Aspasia, che si occupò anche dell’aspetto chirurgico, Metrodora non ne tratta nella sua opera, dove nei volumi esistenti non tratta direttamente nemmeno di ostetricia ma focalizza la sua attenzione direttamente su ciò che rappresenta la patologia, soffermandosi sugli aspetti eziologico e sintomatologico. Per fare ciò, ella prende spunto diretto da quelle che erano le opere del Corpus Ippocratico e non da quelle che rappresentavano le fonti enciclopediche ed antologiche secondarie che andavano in voga al suo tempo. Tutto ciò, unito alla natura originale dei rimedi che andava proponendo, ed alla ricerca delle soluzioni cliniche che più si adattavano alla patologia, era segno di grande professionalità scientifica. Nella sua opera ha dato il suo contributo nella definizione dell’isteria, su cui era in completo accordo con quella data da Ippocrate, e sullo studio dell’infiammazione dell’utero. Ha dato un contributo notevole formulando classificazioni delle perdite vaginali e nel campo della teorizzazione delle varie eziologie, come la possibilità di infezioni parassitarie rettali causate da perdite vaginali. Ci sono anche molti composti di medicina previsti nel suo trattato che non sono stati trovati altrove. Il suo lavoro, poi, sembra anche includere la prima nota enciclopedia medica in ordine alfabetico, con voci ordinate alfabeticamente per facilitare i riferimenti.
Tale trattato, che rappresenta il più antico testo medico scritto da una donna che sia giunto sino a noi, continuò ad essere citato e tradotto, anche in estratti, durante tutto il Medio Evo sino ai nostri giorni (basti ricordare il testo di Giorgio del Guerra del 1953, con una prefazione sulla medicina bizantina ed il codice medico-ginecologico di Metrodora; titolo greco: "ΕκΤων Μητροδωρας Περι Των Γυναικειων Παθων Της Μητρας" , “Peri tōn gynaikeiōn pathōn tēs mētras”). E non a caso il nome di Metrodora figura tra i 999 nomi femminili menzionati nell’opera “Dinner Party” dell’artista americana Judy Chicago.
I suoi riferimenti bibliografici includono "una Berenice chiamata Cleopatra" o "mono marciglia", la qual cosa spinse alcuni editori medievali ad attribuire il suo lavoro direttamente a Cleopatra VII d’Egitto e a pubblicarlo direttamente sotto il nome di “Cleopatra” (ciò successe sia nel caso di Caspar Wolf nel 1566 che di Israele Spach nel 1597).

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