Crea sito

MERIT PTAH

Merit Ptah (medico capo egiziano, visse in Egizio sotto la II o III Dinastia, intorno all'anno 2700 a.C., antica età del bronzo).
Letteralmente il suo nome significa “amata da Ptah” ("il dio creatore, demiurgo della città di Menfi e patrono degli artigiani e degli architetti nonché dio del sapere e della conoscenza").
La sua tomba, con relativa iscrizione ed immagine, si trova a Saqqara, nella necropoli nei pressi della piramide a gradoni di Djoser.
Viene definita dal figlio, che fu un Sommo Sacerdote, come il “Sommo Medico” o “Medico Capo”.
Fiorì poco dopo Imhotep e ancor oggi viene considerata da alcuni come la prima donna affermatasi nel campo della medicina e, più in generale, nel campo delle scienze. Si ritiene che in Egitto – già nel 3000 a.C. – esistessero a Sais (Zau) e ad Eliopoli (in greco Ἡλίου πόλις , Heliopolis) delle scuole di medicina per le donne che avessero voluto specializzarsi nel campo della ginecologia. Ed originaria di Sais sembra essere stata Peseshet, la quale, anche se visse sotto la IV Dinastia, viene essa, a sua volta, considerata da molti come il più antico medico donna. D’altronde, la pratica della medicina rientrava nel servizio sanitario che veniva offerto ai tempi dell'antico Egitto: le basi della stessa medicina ippocratica sono da ricercarsi nei primi fondamenti della medicina e della chirurgia tramandati dagli Egizi con i loro papiri; Teofrasto e Dioscoride riconobbero apertamente la validità di tale medicina e lo stesso Galeno scrisse che trasse i suoi precetti medici dai manoscritti conservati nella Biblioteca di Imhotep a Menfi. D’altronde, ancora nel V sec. a.C., Isocrate di Atene (436-338 a.C.) nel suo libro “Busiride” scriveva che l'Egitto era la culla della medicina e che i sacerdoti (egiziani) erano depositari di due tipi di sapere fondamentali della società: la filosofia (φιλοσοφίας) e la medicina (ἰατρικήν), volte alla terapia rispettivamente dell’anima e del corpo.
Il fatto che Merit Ptah praticasse medicina, anzi fosse considerata un “Medico Capo” nella civiltà matriarcale faraonica Egizio-Nubiana, dev’essere considerata una cosa rientrante nella normalità. Nessun’altra civiltà dei tempi a venire, nemmeno quella greca, culla della civiltà, o quella persiana, avrebbero coltivato in pari misura l’eguaglianza sociale e riconosciuto la parità delle donne nel campo della medicina in particolare e delle scienze, delle arti e nella società in genere: ricordiamo qui, solo ad esempio, Ahmose-Nefertari (nel campo del culto religioso), la regina Hatshepsut (in quello dell’esercizio del potere) e Tiye (in quello degli affari esteri). Nella cultura egiziana e nubiana la donna era considerata quindi non solo per il sesso ma anche per la sua natura divina, come colei che era all’origine della vita. Non a caso Anuket era la divinità della ricchezza e della fertilità, Maat rappresentava l’ordine cosmico, la forza dell'ordine, della verità e della giustizia e Sekhmet era “colei che esercita il dominio”, che portava la morte e le malattie ma che, al tempo stesso, proteggeva i medici (come citano i papiri medici Ebers ed Edwin Smith, tanto che i suoi sacerdoti, molto potenti, spesso intervenivano per la cura delle fratture ossee). Anche Merit Ptah, come Peseshet e qualsiasi altro medico, uomo o donna che fosse, dovette essere pertanto iniziato alla magia di Sekhmet, protettrice dei medici. Nella medicina praticata da Merit Ptah, essendo agli albori, doveva farsi largo uso di massaggi ed i farmaci erano molto probabilmente preparati con numerose sostanze e principi attivi ricavati dai tre regni animale, vegetale e minerale e si faceva largo uso di unguenti e cosmetici di origine naturale. E non è da escludere che i trattamenti praticati dalla "donna amata dal dio Ptah" si svolgessero in un contesto di pratiche religiose e riti propiziatori, sotto gli auspici divini. La farmacopea, comunque, doveva essere al tempo piuttosto inconsistente, così come abbastanza limitata doveva essere la pratica chirurgica. Al riguardo, non è pensabile che – almeno ai tempi della II e III Dinastia – le due pratiche della medicina generica e della chirurgia fossero tra loro nettamente distinte né che esistesse una netta distinzione di ruoli tra la magia, la medicina e la pratica sacerdotale.
Non sono poi di sicura datazione i progressi che i medici egizi fecero nel campo della connessione tra polso periferico e frequenza cardiaca e più in generale sulla circolazione del sangue nel corpo attraverso i vasi sanguigni; e ancora nel campo delle lesioni traumatiche e della chirurgia ossea.


N.B.:
Merit Ptah non è da confondersi con l’omonima Merit-Ptah, moglie di Ramose, Governatore di Tebe e Visir durante i regni di Amenhotep III e di Akhenaton, durante la XVIII Dinastia dell’Egitto.