Crea sito

MENODOTO di Nicomedia

Menodoto di Nicomedia (in greco Μηνόδοτος ; in latino Menodotus) (medico e pensatore greco, Nicomedia, Bitinia, nell’attuale Turchia, II sec. d.C.).
Appartenente alla scuola filosofica degli scettici, fu un medico empirico e, insieme a Teioda di Laodicea, fu allievo di Antioco di Laodicea; suo alunno fu Erodoto di Tarso [al riguardo leggiamo in Diogene Laerzio, IX 115,6-116,9 : “...οὗ Ἀντίοχος Λαοδικευς  (sottinteso : furono discepoli) ... Μηνόδοτος ὁ Νικομηδεύς, ἰατρὸς ἐμπειρικός, καὶ Θειωδᾶς Λαοδικεύς˙ Μηνοδότου δὲ Ἡρόδοτος Ἀριέως Ταρσεύς...”] [“...di Antioco di Laodicea (furono discepoli) Menodoto di Nicomedia, medico empirico, e Teioda di Laodicea. Di Menodoto fu alunno Erodoto di Tarso, figlio di Arieo...].
Lo stesso Diogene Laerzio cita anche alcune opere che attribuisce a Menodoto, di cui però non rimane alcuna traccia. Solo isolati frammenti superstiti ci sono pervenuti della sua opera “A Severo” (in 11 libri).
Considerato il principale esponente della filosofia scettica, la sua figura di medico è stata rivalutata a partire dal XIX secolo, in quanto, unanimemente considerato anche il principale esponente della medicina empirica, venne considerato un precursore del metodo sperimentale moderno. Anche se gli é stato riconosciuto un approccio più scientifico nella valutazione empirica, pur tuttavia, recentemente, sembra sia andata svalutandosi l’originalità del suo pensiero medico, venendo la sua figura incentrandosi sempre più storicamente nell’angusto contesto dell’empirismo. Comunque, indipendentemente dall’attribuzione della gestazione del suo metodo empirico-scientifico in capo al suo predecessore Eraclide di Taranto e per l’ambito logico a Crisippo di Soli, riguardo all’interpretazione delle cause immanenti e modificabili (tanto che Menodoto si spinse a sostenere che le cause delle malattie sono letteralmente incomprensibili), in lui ritroviamo la genesi di un’articolazione logica che va maturandosi a partire dall’esperienza (ἐμπειρία , empeiria). Egli andava comunque contro le teorie atomistiche di Asclepiade di Bitinia e la metodologia che seguiva si imperniava – rifuggendo ogni possibile dogmatismo ovvero ogni possibile speculazione teorica – sui tre cardini della scuola empirica [l'anamnesi, l'autopsia (intesa come ispezione diretta del medico sul malato) e la successiva diagnosi]. Naturalmente tutto ciò si accompagnava all’osservazione diretta, alle esperienze già accumulate ed all’analogia. A differenza dell’analogismo, però, che suole basarsi su dati espressamente non manifesti, il suo ragionamento parte unicamente dalle cose manifeste e sensibili e appare procedere oltre, su di un calcolo sempre a partire dal dato relativo ad una determinata circostanza, quindi mai accettabile in assoluto. Quindi ogni particolare esperienza sul campo, anche a seconda dell’individualità del paziente, porterà il medico a sperimentare un suo personale approccio, mai però discostandosi dall’esperienza e ben lungi dall’abbracciare qualsiasi preconcetto dogmatismo.
Successivamente Galeno avrebbe attinto a Menodoto quale fonte preziosa per l’empirismo anche se si sarebbe sforzato di conciliare i principi propri dell’empirismo con quelli dell’analogismo.
Citazioni dello stesso Galeno, le troviamo espresse nella “Subfiguratio empirica”, tesa a strutturare il sistema del sapere medico.