Crea sito

Menemaco

 ESCAPE='HTML'

MENEMACO

Menemaco (Μενέμαχος / Menemachus).
Il nome Menemaco identifica sicuramente almeno due medici a noi noti appartenuti al mondo greco-romano. Di essi non ci è pervenuta alcuna testimonianza scritta e alla loro identità si è potuti risalire solo attraverso opere di autori postumi.

MENEMACO

Menemaco (Menemachus) è il nome di un medico citato da Aulo Cornelio Celso (25 a.C. – 50 d.C.) nel suo De Medicina. Non può quindi essere lo stesso Menemaco (di Afrodisia) che Galeno (129 – 201) colloca espressamente nel II sec. d.C. (v. De methodo medendi – I_7 _ vol. X e nello scritto probabilmente apocrifo Introd. – c.4 – vol. XIV).
La sua figura va quindi collocata in epoca anteriore (I sec. a.C. – I sec. d.C.).
Precisamente leggiamo nel De Medicina (L. VI - Cap. IX – 5 / Dentium dolore):
... [5] Si vero exesus est dens, festinare ad eximendum eum, nisi res coegit, non est necesse: sed /t/um omnibus fomentis, quae supra posita sunt, adiciendae quaedam valentiores conpositiones sunt quae dolorem levant; qualis Herae est. Habet autem papaveris lacrimae P.*I; piperis P.*II; soreos P.*X; quae contrita galbano excipiuntur, idque circumdatur; aut Menemachi, maxime ad maxillares dentes, in qua sunt croci P.*=; cardamomi, turis fuliginis, ficorum, /s/partes, pyrethri, singulorum P.*IIII; sinapis P.*VIII. Quidam autem miscent pyrethri, piperis, elateri, /s/partes, singulorum P.*I; aluminis scissilis, papaveris lacrimae, uvae t/a/miniae, sulpuris ignem non experti, bituminis, lauri bacarum, sinapis, /singulorum P./*II.
...
[la ricetta di Menemaco per lenire i dolori dei denti - in particolare dei molari, eventualmente prima dell'eventuale estrazione – rimanda alla preparazione di una mistura che andava applicata sul dente dolente, a base di: zafferano in parte, quattro parti di cardamomo, fuliggine d'incenso, fichi tagliuzzati, piretro, e otto parti di senape. Altri mescolano...(rinvia a misture di altri medici)].

MENEMACO FILALETE

Menemaco Filalete (Menemachus ὁ Φιλαλήϑης).
Recenti autori (v. J. Benedum, 1974-1978, richiamati da successiva letteratura) ipotizzano sia appartenuto alla Setta degli erofilei. Di qui l’epiteto di “filalete” (amante della verità) che rimanda espressamente - a sua identificazione - ai più noti Alessandro (I sec. a.C.) e Demostene (I sec. d.C.), seguaci della scuola fondata dal celebre anatomico Erofilo, di cui furono illustri rappresentanti e che noi sappiamo fiorì in Roma ai tempi di Nerone. Accanto allo stesso Menemaco troviamo difatti citato in letteratura un altro medico (Tiberius Claudius Athenodotus “Filalete”) il cui nome rinvia ad uno status latino, anche se connotato di chiare origini greche (Athenodotus) e più specificamente alla gens claudia (I sec. a.C. - v. Tiberio Claudio Nerone / Tiberius Claudius Nero, 85 a.C. ca. – 33 a.C.).
E’ possibile che questo Menemaco (Filalete) possa identificarsi nel Menemaco di cui sopra, citato da Celso.
Da notare che lo stesso autore (Benedum) cita un certo Zeusi Filalete che molto probabilmente va identificato in Zeusi il Giovane. Ricordiamo qui che Alessandro Filalete fu allievo di Asclepiade di Bitinia e contemporaneo di Strabone (che lo cita nelle sue opere) e che successe a Zeusi il Giovane nella direzione della scuola fondata dal celebre anatomico Erofilo, della quale fu uno dei più illustri rappresentanti.

MENEMACO di Afrodisia

Menemaco (Μενέμαχος /Menemaxos) di Afrodisia (medico greco vissuto nel II secolo d.C.).
(v. amplius alla voce)