Crea sito
 ESCAPE='HTML'

SCHIAVI E LIBERTI: MENECRATE di Tralles il medicus

 ESCAPE='HTML'

MENECRATE di Tralles il medicus

Menecrate di Tralles (in greco  Μενεκράτης – in latino  Menecrătes) – (medico greco, I sec. a.C.).
La sua iscrizione sepolcrale, bilingue (e in quanto tale unica nella zona del Vallo di Diano durante la dominazione romana), riflette l’influenza che ebbero gli schiavi provenienti dal mondo greco sulle professioni intellettuali - ed in particolare mediche – in Italia. Come riportato da fonti ottocentesche, l’epitaffio sepolcrale di Menecrate di Tralles fu rinvenuto in Lucania, Vallo di Diano, contrada Massavetere, sulla strada che da Caggiano porta a Pertosa. L’iscrizione (in latino ed in greco) appare su di una lastra calcarea (h. 0,58 cm. e l. 0,80cm.) e tutte le caratteristiche della sua fattura sembrano rimandare ad un monumento sepolcrale di una certa importanza, a testimoniare un discreto successo economico da parte del medico.
Probabilmente, come di frequente accadeva per gli schiavi impegnati in professioni mediche – ed intellettuali in genere –, lo status giuridico di Menecrate di Tralles era quello di uno schiavo manomesso, vale a dire che da liberto raggiunse la libertà già in giovane età.
L’epitaffio così recita:
L(ucius) Manneius Q(uinti), medic(us), / veivos fecit. Φῦσεi δέ / Μενεκράτης Δημη/τρίου Τραλλίανος, / Φυσiχος οίνοδότης / ξὦν έποίησεν. / Maxsuma Sadria S(puri) f(ilia), / bona, proba, frugei, salve.
Dagli otto righi possiamo desumere la sua professione (anche se nella parte greca dello scritto viene definito phisicos anzichè iatros, forse a sottolinearne la filosofia di cura naturalistica) ed il suo principale metodo di cura (dal termine οίνοδότης , attraverso il vino). Questo metodo di cura ci rimanda direttamente ad Asclepiade di Bitinia e alle sue terapie. Possiamo pensare che i padroni di Menecrate si siano preoccupati di fargli seguire dei corsi di medicina nell’Urbe e che qui egli sia venuto in contatto con Asclepiade di Bitinia ed abbia appreso in particolare la sua terapia del vino. Probabilmente venne poi inviato dai Manneii nei loro possedimenti nel Vallo di Diano per prestare le sue cure agli schiavi che vi lavoravano. Qui possiamo pensare che abbia conosciuto il suo amore, Sadria Massima, alla quale sopravvisse e che viene citata e immortalata nell’epitaffio (anche se l’indicazione di “…Maxsuma Sadria S. f. = S(puri) f(ilia)…” depone certamente per una sua origine alquanto modesta).
Per quanto riguarda la sua origine, Menecrate viene indicato semplicemente quale figlio di Demetrio e proveniente dalla città di Tralles: il che può farci pensare sia ad uno schiavo di media condizione sociale che ad un intellettuale già affermato nella sua cittadina e successivamente entrato nella gens Manneia (in tal caso tali indicazioni e la mancanza del cognome sarebbero solo dovute ad una consuetudine greca) (IG XIV Nr. 666 = ILS II, 2 Nr. 7791 = Gummerus Nr. 205).

Si riporta qui di seguito l'immagine dell'iscrizione funeraria e la ricostruzione di quella che avrebbe dovuto essere l'antica dimora del medico Menecrate di Tralles sulla base dei ritrovamenti in località Massavetere.

L(ucius) Manneius Q(uinti), medic(us), / veivos fecit. Φῦσεi δέ / Μενεκράτης Δημη/τρίου Τραλλίανος, / Φυσiχος οίνοδότης / ξὦν έποίησεν. / Maxsuma Sadria S(puri) f(ilia), / bona, proba, frugei, salve.

 ESCAPE='HTML'
 ESCAPE='HTML'