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Melanoleuca melaleuca

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MELANOLEUCA MELALEUCA

Melanoleuca melaleuca è una specie di fungo della famiglia delle Tricholomataceae, genere Melanoleuca.

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE
Cappello: carnoso, convesso e poi appiattito, umbonato, di colore che varia dal grigio-bruno a grigio-scuro, 3-8 cm di diametro.
Lamelle: bianche, fitte, ventricose, annesse al gambo.
Gambo: 6-10 x 0,6-1,2 cm, biancatro, con sfumature brunastre, cilindrico, eleastico, un po' ingrossato alla base.
Carne: sottile, molle, biancastra. [Odore: fungino. Sapore: speciale.]
Spore: bianche in massa, amiloidi.


Habitat: cresce in estate-autunno, ai margini dei boschi di latifoglie e di aghifoglie, nei prati, pascoli e radure.
Commestibilità: indicato come commestibile.

Generale
Appare subito abbastanza difficile da distinguere da altre specie affini soprattutto in quanto i criteri tassonomici che lo distinguono sono spesso basati sulle caratteristiche microscopiche e c'è molto disaccordo tra le autorità su come dovrebbe essere esattamente definita la specie.
Pertanto, anche riguardo la sua descrizione si fa ricorso a riferimenti diversi, che si trovano generalmente d’accordo, implicando intrinsecamente che intorno M. melaleuca vi è un complesso di specie strettamente collegate senza linee di demarcazione nette e che l'analisi corrente (che varia da uno all'altro) richiede ulteriori precisazioni. Gran parte del lavoro tassonomico sulla Melanoleuca è stato fatto in Europa e lo stato dei campioni del Nord America è meno certo; la situazione è probabilmente ancora più complicata quando i corrispondenti funghi sono presi in considerazione in tutto il mondo.
TASSONOMIA E SPECIE AFFINI
Per quanto riguarda la sua tassonomia, alquanto travagliata a partire dalla provenienza del nome della specie melaleuca ed il nome del genere Melanoleuca, si risale al 1801 (svedese Persoon) e la sua modificazione generica succ. (v. Narcisse Théophile Patouillard, 1887, 1897).

Comunque, tale specie è segnalata per essere commestibile. Pertanto, la confusione descritta in tassonomia (v. punto precedente) non implica alcun pericolo culinario particolare perché (per quanto è noto) le specie strettamente correlate sono anche commestibili.