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Marco Artorio Asclepiade

Marco Artorio Asclepiade

Marco Artorio Asclepiade (Marcus Artorius Asclepiades) (medico e filosofo romano, I sec. a.C. – I sec. d.C.).
Il nome “Artorius” viene fatto risalire etimologicamente - con qualche riserva - al popolo italico dei Messapi, i quali, considerandosi discendenti di Arcade (Αρκάς), figlio di Zeus, ascrivevano al nome “Artas" una genitura reale.
Appartenente alla scuola di Alessandria, esercitò la professione a Roma, dove fu medico personale dell’imperatore Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto (63 a.C. – 14 d.C.) nonché amico e medico di Cicerone.
Da quanto riporta Celio Aureliano, sembra fosse discepolo e seguace di Asclepiade e che avesse espresso giudizi molto dotti sull’idrofobia.
Clinico famoso, abbracciò i principi del sistema filosofico dell’atomismo. In contrapposizione alle teorie umorali ippocratiche, affidò la propria medicina – più che ai classici rimedi medicamentosi – a pratiche fisico-ginniche e a principi dietetici ed igienici che avrebbero acquisito a Roma una certa popolarità per i loro presunti effetti benefici. Difatti, in tale periodo assunsero particolare importanza le opere di natura dietetica, dedicate soprattutto alle malattie degli anziani. Tale genere di patologie, già trattate nei testi ippocratici [“I vecchi sopportano molto più facilmente il digiuno; poi vengono le persone di mezza età. I giovani lo sopportano con difficoltà, e peggio di tutti lo sopportano i fanciulli, specialmente quelli che hanno una vivacità maggiore del solito. (Aforismi, I, 13; p. 17)], si distingueva dal genere di patologie di cui soffrivano le persone giovani, che erano prevalentemente malattie ancora allo stadio acuto (come avrebbe notato lo stesso Celso).
Al riguardo – come ci viene testimoniato da Clemente Alessandrino nei libri che vanno sotto il nome di Pedagogici - Marco Artorio Asclepiade scrisse un’opera di macrobiotica (Peri makrobiotías) (Clem. Alex, Paed. 2, 23, 1., in cui cita un autore dal nome “Artorio”).
Studi del XVIII secolo (G. Albizzini) riportano che dedicato a lui venne ritrovato un monumento sepolcrale a Smyrna (in greco antico : Σμύρνη o Σμύρνα) con iscrizione sepolcrale che lo definiva “eroe e medico del divo Augusto, famoso per la sua vasta dottrina”. Detto cenotafio, portato in Italia, sarebbe stato illustrato dal famoso medico Carlo Patino (Charles Patin, 1633-l693) (v. in “Commentarius in antiquum cenotaphium M. Artorii Medici Caesaris Augusti”, Patav. 1689). Da quanto riporta Eusebio, sembra sia morto annegato dopo la vittoria riportata da Augusto ad Azio, in cui pare avesse elaborato la strategia che avrebbe portato Augusto alla vittoria.