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MARCELLO di Side (I - II sec. d.C.)

MARCELLO di Side

Marcello di Side (in greco: Μάρκελλος ὁ Σιδήτης; in latino: Marcellus Sidetes) (medico e poeta greco, Side, nell’antica Panfilia, attualmente sulla costa mediterranea della Turchia, I – II sec. d.C.).
Fiorito nel II sec. d.C., sotto gli Imperi di Adriano ed Antonino Pio, Marcello di Side appartiene a quella vasta schiera di (commentatori ed) autori di opere mediche che vengono ricordati nel periodo di consolidamento dell’Impero romano. Per la professione dell’arte medica non assume ai nostri occhi rilevante importanza scientifica, in quanto si è reso famoso soprattutto per la sua arte poetica e particolarmente per i suoi componimenti in esametri. Sempre in esametri scrisse ben 42 libri di medicina (i c.d. Βιβλία ἰατρικά), che divennero famosi nell’Urbe e di cui ci è pervenuto un frammento di circa 100 versi, che tratta dei rimedi che si ricavano dai pesci (De remediis ex Piscibus / Ἰατρικὰ περὶ Ἰχθύων) ed un altro sulla licantropia (De Lycanthropia / Περὶ Λυκανθρώπου). Quest’ultimo frammento lo ritroviamo riportato in prosa negli scritti del medico e scrittore bizantino Ezio di Amida.
Lo troviamo edito a cura di di Heinrich Roscher Wilhelm nel testo del 01.07.2012 in lingua tedesca dal titolo: “Das Von Der "Kynanthropie" Handelnde Fragment Des Marcellus Von Side” (Sulla “Cinantropia” di Marcello di Side).
Μάρκελλος (Markellos) è citato dalla Suda e delle sue opere ci parla anche Eudokia Makrembolitissa (Eudocia Macrembolitissa, 1021 – 1096 d.C. ca.), nel suo dizionario storico e mitologico detto Ἰωνιά (Violarum, cioè raccolta o letto di viole). In particolare, tramite queste due ultime fonti, sappiamo che la più importante opera in esametri composta da Marcello gli venne ordinata – a fine divulgativo - dagli imperatori Adriano ed Antonino Pio affinché fosse collocata nelle biblioteche pubbliche di Roma.
Fu anche autore di due iscrizioni, composte in epigrammi, per il Triopio (Triòpion) del letterato e sofista ateniese – nonché ricchissimo mecenate - Eròde Attico (‛Ηρώδης ᾿Αττικός), vissuto a Roma e suo contemporaneo.
Le due iscrizioni, che oggi sono conservate al Louvre (e che, tra l’altro, non sono le uniche della villa di Erode del “Pago Triopio”), sono scolpite su cippi di marmo pentelico, il “cipollino bianco” caratteristico della Grecia, le cui cave appartenevano allo stesso Erode (come ci dicono Filostrato e Pausania). Esse contengono un lungo componimento oratorio di carattere encomiastico (una copia delle due colonne si trova a villa Borghese): la prima, in 39 esametri, consacra il campo sepolcrale a Minerva ed a Nemesi; la seconda, in 59 versi, celebra le virtù di Regilla. Questa seconda iscrizione porta il nome di Marcello al genitivo, il che ne dimostra sicuramente la paternità in capo all’autore di Side. Esse furono rinvenute una nell’anno 1607, poco oltre al secondo miglio della via Appia, alla presenza del viaggiatore francese Cristoforo  Puteano (o du Puits), il quale ne inviò una copia a Parigi. La seconda – circa dieci anni dopo - fu rinvenuta sempre nello stesso luogo ed il suo contenuto venne subito trascritto dal Gesuita Jacopo Sirmond. Leggiamo in Ennio Quirino Visconti (“Iscrizioni Greche Triopee ora Borghesiane”, Roma, 1794): “...nel lato posteriore si è iscritta la seguente memoria:

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Testo greco della 1^ Iscrizione con versione latina ad litteram

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Versione latina metrica della 1^ Iscrizione

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Testo greco della 2^ Iscrizione con versione latina ad litteram

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Versione latina metrica della 2^ Iscrizione

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