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MAGNO DI EFESO

Magno (Μάγνου ; in latino: Magnus) (medico greco-romano, Efeso, odierna città della Turchia, II sec. d.C.).
Leggiamo in STORIA DELLA MEDICINA ITALIANA di S. De Renzi, Medico Napoletano, TOMO PRIMO – pagg. 323 - 324 (Napoli, 1845): “Seguivano gli stessi principì [intendi: della setta dei pneumatici di Roma] Magno di Efeso Archiatro ai tempi di Galeno, e medico degl’Imperatori Antonino Pio e Marco Aurelio, e che avea scritto sulle scoverte fatte dopo Temisone; Eliodoro chirurgo di molta reputazione..; Posidonio che chiarì con molto ingegno la dottrina dell’incubo.” (opinione successivamente ripresa da R. Briau, ne “L’Archiatre romaine ou la médecine officielle dans l’Empire Romain. Suite de l’Histoire de la Profession médicale”, Paris, 1877, il quale lo considerava medico presso la corte di Antonino Pio).
Ma, soprattutto, la sua figura viene tenuta distinta da quella degli altri medici dal nome “Magno”, i quali, come vedremo, vissero addirittura a distanza di secoli dai primi due precedenti. Sino ad ipotizzare che, in alcuni casi, in passato vi sia stata, per errore, l’identificazione di Magno di Efeso (Magno Efesiano) con il Magno di Emesa (Magno l’Emesiano), quindi, per sostituzione di consonante, sarebbe stato scritto “Efesiano” anziché “Emesiano”.
Celio Aureliano (Acut. Affect. III, 360) cita un Magno medico (Magno di Efeso) che scrisse sulle febbri. Ma parla anche di quest’altro Magno (II, 57) e dei suoi studi sulla catalessi e le pulsazioni.
Ripercorrendo le fonti da Celio Aureliano (Acut. 3.14.114, p. 372) e poi sino a Galeno (Galen. VIII, 640) e (Galen. VIII, 646), risulta estremamente discussa nel tempo, a seconda dei vari ricercatori, I'identificazione di Magno di Efeso, quale autore delle Epistolae in cui trattava dell'idrofobia e che sarebbe stato esponente della scuola pneumatica, con l’autore di opere di medicina, da alcuni tenuto su di un piano distinto. Più critici sono Korpela – anche se possibilista – e Wissowa laddove invece Haeser accetta in toto l’ipotesi (v. Lehrbuch der Geschichte der Medizin, I, Berlin, 1863 – H- Haeser). Kühn ripercorre quanto affermato da Galeno (de Ther. ad Pis. 12, XIV 261 Kühn), il quale nei suoi scritti definisce il Magno autore di una ricetta della teriaca mentre poco dopo utilizza la stessa espressione per indicare Demetrio, archiater di Marco Aurelio [quest’ultimo Demetrio, precisiamo, morì nella guerra contro i Marcomanni ed aveva l’incarico di preparare la teriaca che il suo imperatore pare assumesse quotidianamente (Galen. XIV 4; 261-62)].
Ma ripercorriamo anche qual é precisamente la natura di tali citazioni. Ad esempio, Galeno nel suo De pulsuum differentiis (VIII, 640) fa riferimento ad alcuni scritti sulle scoperte mediche compiute dopo I'epoca di Temisone, composti da un Magno e da lui dedicati a un Demetrio. E nella stessa opera (646) Galeno scrive dell’appartenenza di Magno alla scuola pneumatica, senza alcuna precisazione in merito che possa far pensare ad un altro medico con lo stesso nome.
Altrove, invece, Celio Aureliano (Acut. 2.10.58, p. 160) rimanda ad altro medico ricordando un Magno esponente della scuola metodica, che per primo determinò le caratteristiche della catalessi e fu seguito da Agatino e da Archigene [in evidente conflitto con l’identificazione, sostenuta dal filologo tedesco Wilhelm Kroll (Kroll, s.v. Magnus, nrr. 28-29, ...), di questo personaggio con l'esponente della scuola pneumatica attestato da Galeno].