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Macrolepiota mastoidea

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MACROLEPIOTA MASTOIDEA

Macrolepiota mastoidea è una "mazza di tamburo" abbastanza simile al Macrolepiota procera, anche se si differenzia da quest'ultima per le dimensioni mediamente più ridotte e per via dell'umbone aguzzo sul cappello che gli conferisce la forma di una "mammella".
È molto ricercata per il suo sapore buono di nocciole e non richiede una cottura prolungata, a differenza della M. procera che è tossica da cruda.
CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE
Cappello: 8-12 cm di diametro, subgloboso, piano-convesso, con umbone acuto, margine involuto; cuticola bianca od ocra-crema, dissociata in finissime squamette, più addensate verso il centro.
Lamelle: fitte, alte, distanti dal gambo; bianche e poi crema-roseo.
Gambo: cilindrico, attenuato in alto, leggermente rigonfio alla base, rivestito di squamette granulose di color giallo-bruno, facilmente staccabile dal cappello.
Carne: biancastra o bianca, immutabile.
Odore: tenue.
Sapore: leggermente acidulo, intenso di nocciole, ricorda quello della Macrolepiota procera.
Spore: bianche in massa, ellittiche, binucleate.

HABITAT: cresce in autunno, a gruppi nei boschi misti.
COMMESTIBILITÀ: ottima.

Su alcuni siti si raccomanda però di cuocerla in quanto da cruda può essere tossica (si riporta testualmente/30/09/16: "Ottima. Deve essere cotta perché da cruda può essere tossica").

Viene altresì raccomandato di non scambiarla con la Macrolepiota procera (nota la sua tossicità da cruda) e con il Chlorophyllum rachodes (che può causare seri problemi gastrici anche dopo cottura).