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SCHIAVI E LIBERTI: M. CALPURNIUS HILARUS il medicus

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M. Calpurnius Hilarus il medicus

M. Calpurnius Hilarus il medicus – (medico romano, I sec. d.C.).
Il suo nome lo troviamo nella lapide, fattagli costruire dal fratello ("FRATRE PIISSIMO FECIT" come recita la lapide stessa) dove viene scarnamente menzionato come medico del Ludus Magnus (che, insieme al Ludus Matutinus, è ricordato da Publio Vittore e da Sestio Rufo nell’opera In regionibus II e III; ricordiamo che il Ludus Magnus, insieme al Matutinus, al Gallicus e al Dacicus, era la più importante delle quattro palestre di Roma, fatte costruire da Domiziano). Il Ludus Aemilius (menzionato da Orazio nella sua Ars Poetica) era un’altra palestra di Roma in cui i gladiatori solevano esercitarsi durante i ludi gladiatorii (è stato recentemente rinvenuto un frammento della riproduzione della pianta di un Ludus Magnus dell’antica Roma).
Nella Roma imperiale, ai tempi di Nerone, si era soliti organizzare le esercitazioni dei gladiatori convocando presso le palestre anche un medico che, all’occorrenza, potesse soccorrere chi vi fosse rimasto ferito.
Al liberto Calpurnio, e ad altri medici romani (tra i quali Menecrate Tiberio Claudio ed Eutichio Augusto), l’umanista Fulvio Orsini (1529 – 1600) dedicò uno studio che raccolse poi nel libro “Imagines et elogia virorum illustrium et eruditorum”.
Nella lapide non risultano immagini né elogi.

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