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Lycoperdon perlatum

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LYCOPERDON PERLATUM
Lycoperdon perlatum Pers., 1796 è una specie di fungo della famiglia Agaricaceae.

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE
CORPO FRUTTIFERO: globoso con parte inferiore più stretta, quasi a formare una sorta di gambo; coperto da numerosi aculei staccabili con facilità, ruvido al tatto; da giovane bianco candido, poi biancastro, infine bruno /bruno-sporco.
CARNE (GLEBA): color bianco candida da giovane, poi bruna ed alla fine nerastra; le spore vengono espulse, in età avanzata, attraverso un foro ubicato nella parte superiore del corpo fruttifero, quando la gleba diventa pulverulenta.
[Odore: generalmente leggero, fenolico. Quando viene manipolato sprigiona un forte odore di fenolo, specialmente quando la gleba è diventata scura oppure pulverulenta. Prestare attenzione a non annusare se il corpo fruttifero è rotto e la gleba è pulverulenta in quanto potrebbe essere inalata e creare fastidi. Sapore: leggero, dolce; migliore negli esemplari più grandi.]
SPORE: lisce, rotonde, color marrone-oliva in massa, poi marrone.

HABITAT: cresce nei boschi in estate fino alla fine dell'autunno, in gruppi anche numerosi, su residui organici.
COMMESTIBILITA': va considerato come fungo il cui consumo non é generalmente gradito in quanto privo di consistenza. Non é quindi raccomandabile anche se tecnicamente commestibile, purché sia esemplare giovane, allorquando la gleba sia bianca (difatti non deve essere considerato edule se la gleba non è bianca e dal punto di vista culinario l'odore fenolico che possiede da crudo svanisce completamente dopo la cottura, che richiede pochissimo tempo).
Come tutte le vesce, anche L. perlatum non va consumato troppo tempo dopo averlo raccolto, perché la gleba deperisce rapidamente e tende a diventare pulverulenta e quindi immangiabile.
Tale specie di funghi viene venduta nei mercati negli stati messicani di Puebla e di Tlaxcala. Un’analisi nutrizionale indica che tali funghi sono una buona fonte di proteine, carboidrati, grassi e diversi micronutrienti. Tra gli acidi ricordiamo l’acido linoleico (37% degli acidi grassi totali), l’acido oleico (24%), l’acido palmitico (14,5%) e l’acido stearico (6,4%).

 

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Polmonite allergica o "Lycoperdonosi"
Spettacolare sporata di un fungo maturo del genere Lycoperdon sottoposto a pressione.
In caso di raccolta di funghi del genere Lycoperdon, chi soffre di allergie alle vie respiratorie deve fare attenzione, perché quando la gleba diventa pulverulenta, esercitando una pressione sul corpo fruttifero, questa viene espulsa sotto forma di getto polveroso facilmente inalabile.
La lycoperdonosi è una bronchioalveolite acuta su base allergica non dovuta a produzione di alcuna micotossina che può seguire ad un'inalazione di spore del genere Lycoperdon.

SPECIE SIMILI
A volte può essere confuso con Lycoperdon pyriforme (commestibile se la gleba è bianca), che però non presenta aculei, bensì piccole granulosità. Inoltre il corpo fruttifero di quest'ultimo ha la forma di una pera rovesciata ed è color marrone.
In rari casi può essere scambiato con alcune specie del genere Scleroderma.
I più inesperti potrebbero fatalmente scambiarlo con ovoli di specie mortali del genere Amanita: in questo caso la raccomandazione è di sezionare il carpoforo per vedere se all'interno v'è una gleba indifferenziata oppure l'embrione di un cappello.

CHIMICA
In primis ricordiamo che dal punto di vista chimico solo da tale specie di fungo (Lycoperdon perlatum) é stato isolato l’insolito acido lycoperdico (Lycoperdic acid, nome chimico 3-(5(S)-carboxy-2-oxotetrahydrofuran-5(S)-yl)-2(S)-alanina) che è un ammino acido (di cui ad una pubblicazione del 1978).
Sulla base della somiglianza strutturale del nuovo amminoacido con (S) - acido glutammico , (S) - (+) - acido lycoperdico si dovrebbe rendere antagonista o agonista dell'attività del recettore del glutammato nel sistema nervoso centrale dei mammiferi. I metodi per sintetizzare i composti sono stati segnalati nel 1992, 1995 e nel 2002.
Dal punto di vista chimico, dai corpi fruttiferi di tale fungo sono stati isolati diversi derivati steroidi [(S)-23-hydroxylanostrol, ergosterolα-endoperoxide, ergosterol 9,11-dehydroendoperoxide and (23E)-lanosta-8,23-dien-3β,25-diol. I composti 3-octanone, 1-octen-3-ol, and (Z)-3-octen-1-ol].
A livello di estratti, tale fungo é noto per i livelli relativamente alti di attività antimicrobica contro i batteri patogeni dei Bacillus subtilis, Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa con un’efficienza paragonabile a quella dell’antibiotico Ampicillina.
Tali risultati sono corroborati da un recente studio da cui risulta un’addizionale attività antibatterica contro la Salmonella enterica sierotipo Typhimurium, Streptococcus pyogenes e Mycobacterium smegmatis. A livello di estratti, é stata segnalata anche un’attività antifungina contro la Candida albicans, C. tropicalis, Aspergillus fumigatus , Alternaria solani , Botrytis cinerea e Verticillium dahliae. I corpi fruttiferi contengono il pigmento della melanina.
La sua biomassa é stata al centro di studi sperimentali sulla rimozione a bassi costi di ioni di mercurio dalle soluzioni acquose.
Un’analisi molecolare suggerisce una relazione filogenetica con il Lycoperdon marginatum.

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