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Leptoprosopia

LEPTOPROSOPIA

Etimologia : dal greco λεπτός  , leptos  “sottile”  +  πρόσωπον ,  prósōpon  “la parte anteriore, l’aspetto, il volto” / forse da πρός (pros , "verso")/ + ὤψ (ōps , "occhio" /.
Termine usato in antropologia per la classificazione antropometrica in base all’indice facciale totale, comprendente le facce strette ed allungate; è un carattere comune tra gli europoidi (soprattutto del Nord), gli etiopidi ed alcune etnie asiatiche e dell’Africa settentrionale.
L’indice facciale totale (o morfologico) è dato da :
(nasion-gnathion / bi-zigyon) x 100. Vale a dire il rapporto percentuale tra l’altezza facciale totale (da applicare laddove il cranio sia provvisto di mandibola) che rappresenta la distanza dal nasion (individuabile nel punto centrale della sutura naso-frontale) allo gnathion (punto più basso del margine inferiore della mandibola, sulla linea mediana) e la larghezza bizigomatica (distanza massima tra i punti più sporgenti degli archi zigomatici, zigyon, in genere nel punto mediano dell'arcata).
La classificazione che tiene in conto detto indice raggruppa gli individui in tre classi:
- Euriprosopi (con l’uomo con un valore inferiore a 84 e la donna inferiore a 81);
- Mesoprosopi (con l’uomo con un valore compreso tra 84 e 87,9 e la donna con un valore compreso tra 72 e 76,9);
- Leptoprosopi (con l’uomo con un valore superiore a 88 e la donna con un valore superiore a 85).