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Lepiota cristata

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LEPIOTA CRISTATA

La Lepiota cristata, dal latino "cristatus" ossia "munito di cresta" a causa delle scaglie sul cappello, volgarmente conosciuta come Falsa mazza di tamburo, Bubbola falsa o Cucamela, è un fungo velenoso mortale che provoca una sindrome da intossicazione simile a quella falloidea, a causa delle amanitine che contiene.
Potrebbe trarre in inganno il raccoglitore inesperto in virtù della sua vaga rassomiglianza con la famosa Macrolepiota procera o Mazza di Tamburo, ottimo fungo commestibile purché ben cotto. La differenza più evidente risiede nelle dimensioni: non andrebbero infatti mai raccolti e consumati funghi del genere Lepiota o Macrolepiota che, da aperti, siano di piccola taglia. In genere, quando si va in cerca di Macrolepiota procera, è buona norma ricordarsi del suo eloquente nome comune inglese Parasol, che non a caso indica le ragguardevoli dimensioni della specie.
Funghi invece che, per quanto simili nell'aspetto soprattutto a causa della superficie del cappello dissociata in squame irregolari, si attestino su misure di altezza e larghezza contenute, non vanno mai consumati: sono in genere tutti tossici o, come in questo caso, addirittura letali. Altri aspetti che lo rendono riconoscibile ad un occhio più allenato sono il colore biancastro di cappello e gambo, le squame molto evidenti bruno rossastre e il caratteristico odore sgradevole; anche l'anello infero inserito nel gambo può essere un carattere utile per il riconoscimento, così come la sua crescita talvolta cespitosa.
CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE
CAPPELLO: 3-5 cm, prima campanulato poi espanso, spesso con umbone ottuso bruno rossastro, il resto del cappello è rotto in scaglie irregolari a sfondo bianco.
LAMELLE: fitte, libere e bianche.
GAMBO: 4-6 x 0,3-0,6 cm, fragile, cilindrico, cavo, fibrilloso, bianco con tendenza a ingiallire o divenire bruno-rossastro; anello fragile e fugace.
CARNE: bianca o rossastra, odore forte tra il fruttato e l'acido, sgradevole come il sapore.
SPORE: bianche.

HABITAT: vive indifferentemente in boschi, prati, radure, tra l'erba di parchi e giardini, spesso gregaria in piccoli gruppi, talvolta cespitosa; periodo dall'estate all'autunno.
COMMESTIBILITA': velenosa mortale, provoca una sindrome da intossicazione simile a quella falloidea a carico di fegato e reni a causa delle amanitine contenute. Astenersi in tal senso dal raccogliere e cucinare qualunque tipo di Lepiota o Macrolepiota di piccole dimensioni. Un'altra specie velenosa mortale è la Lepiota brunneoincarnata, che con la Cristata condivide, appunto, le ridotte dimensioni. Queste tossine inoltre sono termostabili, quindi non decadono neppure con le alte temperature raggiunte durante la cottura.

SPECIE SIMILI
Risulta difficilmente confondibile con Macrolepiota procera a causa delle dimensioni. Tuttavia, in condizioni climatiche ed ambientali particolari, la M. procera si presenta di dimensioni assai ridotte rispetto alla norma e pertanto potrebbe essere anch'essa confusa con questa specie specie. Altre specie di funghi simili sono ad esempio:
Macrolepiota excoriata (edule), che si distingue per la tipica lacerazione della pellicola al margine del cappello e per il gambo sostanzialmente privo di decorazioni ed appena sfumato.
Macrolepiota mastoidea (edule), che però si distingue facilmente per l'umbone aguzzo, il cappello che ricorda una mammella, e la poco evidente decorazione screziata sul gambo.
Chlorophyllum molybdites sin. Macrolepiota molybdites o Lepiota morgani (velenoso), assai simile per dimensioni alla procera ma dalla sporata verdastra e diversamente decorato sul gambo e sul cappello.
Chlorophyllum rhacodes (velenoso da crudo), in particolare quando il cappello è ancora sferoidale, che presenta un deciso viraggio della carne all'arancio e poi al rosso.
Lepiota brunneoincarnata (velenosa mortale), uno fra i più famosi e pericolosi rappresentanti delle Lepiota di piccola taglia dalle quali diffidare; contiene infatti anch'essa tossine analoghe a quelle presenti nelle amanite mortali (Amanita phalloides, Amanita virosa, Amanita verna), e per questo motivo può causare delle intossicazioni letali: non raccogliere quindi "mazze di tamburo" o "bubbole" qualora il diametro del cappello aperto non raggiunga almeno i 12–15 cm..