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Koenen Maria

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KOENEN Maria

Maria Koenen [medico tedesco, Granducato di Colonia 07.09.1857 (altri 1860) - ? – 1942].
La figura di Maria Koenen si staglia tra quelle del marito – il noto parassitologo italiano Giovan Battista Grassi – e quella della figlia Isabella Grassi, che pure con essa collaborò in ambito associazionistico per l’affermazione dei diritti delle donne.
Dopo aver frequentato l’Università di Heidelberg, nel 1880 si trasferisce in Italia insieme al marito che prese ad assistere attivamente nelle sue ricerche sulla malaria, collaborando alla scoperta sull’origine della malattia.
Ma l’attivismo della Koenen crebbe sempre di più nel campo dell’associazionismo femminile:
-Associazione per la donna: fece parte del suo nucleo fondatore nel corso del ll’anno 1898;
-International Council Women (ICW): ne fu la rappresentante in Italia, partecipando come cassiera al CNDI (Consiglio nazionale donne italiane) che nel frattempo (fondato nel 1903) si era collegato – come ramo italiano - all’I.C.W. (istituito a Washington nel 1888 ed assolutamente aconfessionale in quanto assunse come basilare il principio dell’assoluta indipendenza dai partiti e dalle confessioni religiose);
-Associazione per la donna (nata dalla federazione dell’Associazione per la donna con il CNDI): nel 1904 promosse per conto di questa l’istituzione caritatevole di un Dormitorio per le ragazze minorenni a Roma, presso la stazione Termini e – ad oggi – la Koenen viene riconosciuta da molti come una delle sue fondatrici (sorta probabilmente tra il 1897 e il 1898);
-Comitato nazionale “pro suffragio femminile”: ne fu firmataria nel 1906.
Ancora, diede il suo apporto negli anni ’20 alla Fildis (Federazione Italiana Laureate Diplomate Istituti Superiori) - affiliata al CNDI; Fildis di cui viene riconosciuta come fondatrice la figlia Isabella (1922) che ne fu Presidente fino alla morte (1935) che il fascismo avrebbe sciolto l’anno successivo per il suo internazionalismo e pacifismo.
Lo spirito caritatevole di Maria Koenen si esplicò anche durante il I conflitto mondiale nell’accoglimento dei profughi ma ancor prima nell’assistenza prodigata ai terremotati di Messina (1908).
L’associazionismo dei primi del Novecento si mosse su binari non ufficialmente cattolici ma piuttosto interconfessionali, nella certezza che solo rifuggendo l’ortodossia fosse possibile recepire le esperienze e gli apporti di ogni singola persona. Non c’è quindi da meravigliarsi che tra la stessa Maria e la figlia Isabella vi fosse un diverso atteggiamento religioso: la prima, ufficialmente di religione evangelica, era in sostanza agnostica mentre nella seconda – pur dichiaratamente cattolica - era possibile riconoscere posizioni teologiche moderniste, sulla scia del pensiero di Ernesto Buonaiuti (1881 – 1946). Isabella, difatti, immersa nell’associazionismo e nella lotta per l’emancipazione delle donne, affrontò apertamente e su posizioni radicali il confronto – oramai plurisecolare - del cristianesimo con il moderno, ossia con tutte quelle istanze di autonoma determinazione dell'uomo (nella specie delle donne) nella vita individuale e collettiva.