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IMHOTEP

IMHOTEP

IMHOTEP ( in egiziano Ji-em-ḥôtep, che significa "il ben giunto", trascritto in greco 'Ιμούϑης , Imuthes ) – (il primo architetto, medico ed ingegnere della storia antica, egiziano, Ankhtowe, al di fuori di Memphis, Egitto, terzo millennio a.C.).
Nato da Kanafer (uno dei più famosi architetti dell’epoca) e da Khreduonkh il giorno 16 Epiph, terzo mese del raccolto egiziano.

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jj m ḥtp (Colui che viene in pace)

Visse sotto il regno del Faraone Zòser (o anche Djeser Neterierkhet, della III dinastia). Sacerdote, ufficiale, costruttore e architetto gli viene attribuito il merito di avere per primo edificato in pietra con l’introduzione della colonna e la costruzione della prima piramide (è accreditato come l’artefice della piramide più antica, quella a gradoni di Saqqarah alta circa 200 metri, costruita da pietra da taglio, che è anche l’unica struttura rimasta visibile di Imhotep).
E’ anche autore di un libro di architettura che è stato un punto di riferimento per migliaia di anni per i costruttori egizi.

Raggiunse tale fama che duemila anni dopo la sua morte fu deificato come dio guaritore e considerato, quasi universalmente, il vero “Padre della Medicina” tanto da essere associato, durante il periodo tolemaico, al dio greco Asclepio (Esculapio). Fu anche onorato di una genealogia celeste. Si cominciò così a considerarlo figlio di Efesto e di una donna mortale di nome  Khrotionakh, ed i Greci lo chiamarono Imuthes.

E’ ritenuto essere l’ispiratore del contenuto del famoso papiro detto “The Edwin Smith Surgical Papyrus“ che si trova attualmente al Brooklyn Children's Museum, New York City. Il papiro, scritto attorno all’anno 1700 a.C., ma basato su testi più vecchi almeno di 1000 anni, è considerato il primo trattato medico della storia dell’umanità. In esso non vi è riportato alcun pensiero magico, cosa inusuale per l’epoca.
Il papiro, lungo 4.68 metri e largo 33 cm, contiene la descrizione di 48 casi clinici: 27 traumi cranici; 6 lesioni della gola e del capo; 2 della clavicola; 3 delle braccia; 8 dello sterno; 1 della spalla e 1 della colonna vertebrale. Ciascun caso è presentato in modo logico: Titolo, Esame, Diagnosi, Trattamento e Glossario.
Titolo: il tipo di lesione e la localizzazione.
Esame: il caso e il modo di esaminarlo (test del sensorio, esplorazione della ferita e del movimento della parte lesa).
Diagnosi: il medico ha tre scelte e si pronuncerà nel modo seguente: A) per le lesioni curabili – “Un disturbo che io tratterò”; B) per i casi difficili (il medico tenta la cura, ma l’esito non è certo) – “Un disturbo per il quale lotterò”; C) nei casi incurabili – “Un disturbo che non può essere trattato”.
Trattamento: bendaggi, cuciture, cauterizzazioni, gessi e steccaggi. L’occorrente chirurgico comprende, miele, grasso e garze.
Certamente, dal momento che parte del testo è perduto (si interrompe bruscamente), il papiro doveva essere più lungo, probabilmente almeno 5 metri.  Al di là del valore storico e scientifico, questo documento è importante perché, nell’illustrare il caso n. 6 (una ferita cranica aperta, con frattura del cranio e apertura delle meningi), viene usata per la prima volta il termine “CERVELLO” (“Brain” nell’originale traduzione inglese del dr. Breasted) per descrivere il contenuto della scatola cranica. Nello stesso caso vengono utilizzati anche i termini a noi oggi comuni di “Circonvoluzioni”, “Meningi” e “Liquido cerebro-spinale”.
Altrettanto interessante è il caso n. 8: frattura del cranio con danni esterni non apprezzabili. Il paziente, però, lamentava emiparesi dal lato in cui era avvenuto il trauma (lesione da contraccolpo). Merito del chirurgo egizio è quello di aver individuato nel cervello l’organo di controllo del movimento.
Il caso n. 22 tratta un caso di frattura cranica (osso temporale). La descrizione dell’afasia lamentata dal paziente precede di alcuni millenni quella descritta da Paul Broca nel 1861!
Infine i casi n. 31, 33 e 48 concernono la colonna vertebrale (dislocazioni, fratture, compressioni vertebrali). Il papiro riporta la sintomatologia dolorosa e motoria riscontrabile in questi casi. E’ interessante notare come tutti i casi citati, eccetto l’ultimo, siano descritti come “Un disturbo che non può essere trattato”.
 

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