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ICESIO

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ICESIO

Icesio [o Hicesio ovvero Ichesio / Ἱκέσιος - Hicesius (medico di origini greche, Smirne, attuale Turchia, I sec. a.C.)].
Come attesta Critone, menzionato da Galeno nel De Compos. Medicam. sec. Gen., v. 3, vol. xiii., Icesio visse nel I sec. a.C., poco prima di Strabone.
Fece parte di quella vasta schiera di medici di origini greche che si trasferirono in Italia e fiorì a ridosso dell’età giulio-claudia, una delle più fiorenti dell'intera storia romana.
Vissuto molto tempo dopo Platone ed Apollonio da Menfi, fu contemporaneo di Menodoro e Claudio Filosseno e – come ci attesta Strabone – fondò a Smirne la scuola degli erasistratei.
Difatti, egli – insieme a Menodoro – fu uno degli scolari che numerosi seguirono Erasistrato, la cui scuola si mantenne a Roma, dopo la decadenza delle scuole alessandrine, fino al sec. II d.C..
Pur tuttavia, nella dicotomia tra coloro che affermavano che la vita si presentasse prima ancora della nascita ovvero dopo, si schierò a fianco di coloro (soprattutto filosofi) che erano a favore della vita solo alla nascita [come Empedocle (V sec. a.C.), Diogene (cinico, IV sec. a.C.), Zenone (stoico, IV-III sec. a.C.), Varrone (scettico, I sec. a.C.), Epitteto (stoico, I-II d.C.), Alessandro di Afrodisia e Porfirio (neoplatonici, III d.C.) Seneca ed Erofilo]. Di contro a quei medici (tra i quali lo stesso Erasistrato) che asserivano che vi era vita già prima della nascita, già nell’utero della donna (tra i quali Ippocrate, Aristotele, Galeno, Numenio, i neopitagorici ed altri, tra cui includiamo qui Tertulliano, il quale, trattando dell'anima, asserì che essa già era presente nell’utero, confutando apertamente Platone ed Ichesio che affermavano che l’anima penetrasse nel neonato solo al suo primo respiro).
Egli viene annoverato tra quei medici che, giunti in Italia, fecero propri i metodi di cura delle teorie di Asclepiade di Bitinia e di Menecrate di Tralles, il cui principale metodo di cura (dal termine oinodotes, οίνοδότης , dispensatori di vino, medici che curavano i loro pazienti attraverso la semplice somministrazione del vino) rimandava direttamente alla prescrizione del vino quale terapia naturale per la cura di molte malattie. Le virtù terapeutiche in molti casi venivano rafforzate dal sale marino disciolto nel vino, come ci riferisce anche Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia”, elencando circa duecento qualità di uve e cinquanta di vini generosi rossi.
E lo stesso Plinio il Vecchio - nella sua Naturalis Historia – Liber XXVII, XIV, 31 – scrive di Icesio: “Anonymos non inveniendo nomen invenit. adfertur e Scythia, celebrata Hicesio, non parvae auctoritatis medico, item Aristogitoni in volneribus praeclara, ex aqua tusa inposita, pota vero mammis praecordiisve percussis, item sanguinem excreantibus. putavere et bibendam volneratis. fabulosa arbitror quae adiciuntur, recentem eam, si uratur, in ferrum aut aes feruminari.”, tradotta da M. Lodovico Domenichi (1844) nei seguenti termini:”L’erba anonimo con non trovar nome l’ha trovato. Viene di Scizia, celebrata da Icesio, medico di non piccola autorità, e da Aristogitone ancora: è ottima alle ferite, pesta con l’acqua e postavi sopra: bevuta è giovevole alle poppe, agli interiori percossi, e a chi sputa sangue. Hanno tenuto ancora, ch’ella si possa dar bere a’ feriti. Credo che sia favoloso, che ardendosi quest’erba fresca, il ferro o il rame irrugginisca.”
Secondo quanto scrive Curzio Sprengel in “Storia prammatica della medicina” (1840) – citando varie fonti – “Icesio che visse poco prima di Strabone...lasciò molte opere, le più insigni delle quali sono una sulle piante, una sugli unguenti, ed una sulle sostanze alimentose. Aezio e Galeno nominano spesso una composizione medicinale portante il di lui nome”.
Sappiamo quindi che Icesio scrisse di farmacologia e di dietetica e che credeva nelle proprietà terapeutiche delle piante. Inoltre conosceva anche quali piante e fiori fossero più adatti a riunioni conviviali della sera e libagioni. A proposito della cucina, sulle mense degli antichi ritroviamo anche vari pesci, arrostiti, bolliti, fritti, cucinati in zuppa. Ed Icesio era molto competente nel riconoscere quali pesci fossero più appetitosi ma anche quali di essi avessero più qualità nutritive e salutari. Difatti, nei Deipnosophistai (I Deipnosofisti o I dotti a banchetto; in greco antico: Δειπνοσοφισταί) – Libro VII, Ateneo (che ci attesta anche dell’amicizia di Icesio con Menodoro) riporta che Icesio, nel suo libro sulle sostanze, parla dei pesci.
In particolare, di quelli detti Amiæ: Icesio ... dice che sono pieni di un succo sano, e tenero, ma di eccellenza moderata per quanto riguarda la loro digeribilità, e non molto nutrienti.  [Ἀριστοτέλης δὲ παρετυμολογῶν αὐτῆς τοὔνομά φησιν ὠνομάσθαι παρὰ τὸ ἅμα ἰέναι ταῖς παραπλησίαις· ἐστὶ γὰρ συναγελαστική. Ἱκέσιος δ´ ἐν τοῖς περὶ ὕλης εὐχύλους μὲν αὐτὰς εἶναι καὶ ἁπαλάς, πρὸς δὲ τὰς ἐκκρίσεις μέσας, ἧσσον δὲ τροφίμους.]
-dei pesci Anthias che alcuni chiamano callicthys, e anche col nome di callionymus. Al riguardo, Icesio: dice che egli è chiamato lupo da alcuni autori, e da altri Callionymus: e che egli è un pesce di carne molto solido, e pieno di delizioso succo, e di facile digestione; ma non molto buono per lo stomaco...[Ἱκέσιος δ´ ἐν τοῖς περὶ ὕλης ὑπὸ μέν τινων λύκον, ὑπὸ δ´ ἄλλων καλλιώνυμον· εἶναι δ´ αὐτὸν χονδρώδη καὶ εὔχυλον καὶ εὐέκκριτον, οὐκ εὐστόμαχον δέ.] ... Ἀριστοτέλης δὲ καὶ καρχαρόδοντα εἶναι τὸν κάλλιχθυν σαρκοφάγον τε καὶ συναγελαζόμενον. Ἐπίχαρμος δ´ ἐν Μούσαις τὸν μὲν ἔλοπα καταριθμεῖται, τὸν δὲ κάλλιχθυν ἢ καλλιώνυμον ὡς τὸν αὐτὸν ὄντα σεσίγηκεν· λέγει δὲ περὶ τοῦ ἔλοπος οὕτως·
-delle acciughe. Icesio dice che c’è una specie bianca e molto sottile e schiumosa, che alcune persone anche chiamare il Cobitis. E c'è un'altra specie che non è pulita come quella, e che è più grande; ma che quella più pulita e sottile e la migliore tra le due. [Ἱκέσιος δέ φησι· « Τῆς ἀφύης ἣ μὲν λευκὴ καὶ λίαν λεπτὴ καὶ ἀφρώδης, ἣν καλοῦσιν ἔνιοι καὶ κωβῖτιν, ἣ δὲ ῥυπαρωτέρα ταύτης καὶ ἁδροτέρα· διαφέρει δ´ ἡ καθαρὰ καὶ λεπτή. »]
-dei pesci chiamati gronghi. Icesio dice che questi sono più grossolani rispetto alle comuni anguille; e che la loro carne è meno stabile e meno nutriente, e che sono molto carenti in succo; ma ancora, che sono buoni per lo stomaco... [ΓΟΓΓΡΟΙ. Τούτους Ἱκέσιος σκληροτέρους τῶν ἐγχέλεων εἶναί φησι καὶ ἀραιοσαρκοτέρους τε καὶ ἀτροφωτέρους εὐχυλίᾳ τε πολὺ λειπομένους, εὐστομάχους δὲ εἶναι.]...
-di una specie di squalo chiamato γαλεὸς. Icesio dice che il migliore e più tenero tipo di Galei sono quelli chiamati asteriæ...  [ΓΑΛΕΟΙ. Ἱκέσιος ἐν τοῖς περὶ ὕλης τῶν γαλεῶν βελτίονας εἶναι καὶ ἁπαλωτέρους τοὺς ἀστερίας καλουμένους.]...
-delle anguille. Al riguardo, Icesio (nel suo trattato sulle sostanze) dice che le anguille hanno un succo migliore rispetto a qualsiasi altro pesce; e possiedono la proprietà di fare bene allo stomaco, sono superiori alla maggior parte dei pesci, perché sono molto soddisfacenti e nutrienti: anche se lui cataloga le anguille macedoni tra i pesci salati... [Περὶ δὲ τῶν ἐγχέλεων Ἱκέσιός φησιν ἐν τοῖς περὶ ὕλης, [298b] ὡς αἱ ἐγχέλεις εὐχυλότεραι πάντων εἰσὶν ἰχθύων καὶ ὅτι εὐστομαχίᾳ διαφέρουσι τῶν πλείστων· πλήσμιαι γάρ εἰσι καὶ πολύτροφοι. Ἐν δὲ τοῖς ταρίχεσι τὰς Μακεδονικὰς ἐγχέλεις κατατάττει.]...
-di un pesce chiamato Hippurus...(Lampuge, ou Coryphène...) ...[ma Icesio li chiama hiîppuris]... ΙΠΠΟΥΡΟΙ. Ἀριστοτέλης ἐν δευτέρῳ ζῴων μορίων τοὺς ἱππούρους φησὶν ᾠὰ τίκτειν, καὶ ταῦτα ἐξ ἐλαχίστων μέγιστα γίνεσθαι, ὡς καὶ τὰ τῆς σμυραίνης· τίκτειν δὲ ἔαρος. Δωρίων δ´ ἐν τῷ περὶ ἰχθύων κορύφαιναν καλεῖσθαί φησι τὸν ἵππουρον. [Ἱκέσιος δ´ ἱππουρεῖς αὐτοὺς προσαγορεύει.] Μνημονεύει δ´ αὐτῶν Ἐπίχαρμος ἐν Ἥβας γάμῳ·...
-dei pesci Kestres. Icesio dice che ci sono molte specie di pesci chiamati lucci; come i leucisques; perché noi chiamiamo alcuni capitoni, altri kestres, ... I migliori sono i capitoni, sia per il sapore che per il buon succo. Quelli della seconda qualità sono le kestres: dopo di loro vengono... In generale, questi pesci hanno un ottimo succo, non troppo nutriente, e va bene. [ΚΕΣΤΡΕΥΣ. Ἱκέσιός φησι· « Τῶν δὲ καλουμένων λευκίσκων πλέονά ἐστιν εἴδη. [306e] Λέγονται γὰρ οἳ μὲν κέφαλοι, οἳ δὲ κεστρεῖς, ἄλλοι δὲ χελλῶνες, οἳ δὲ μυξῖνοι. Ἄριστοι δ´ εἰσὶν οἱ κέφαλοι καὶ πρὸς τὴν γεῦσιν καὶ πρὸς τὴν εὐχυλίαν. Δεύτεροι δ´ εἰσὶ τούτων οἱ λεγόμενοι κεστρεῖς, ἥσσονες δ´ οἱ μυξῖνοι· καταδεέστεροι δὲ πάντων οἱ χελλῶνες, οἱ λεγόμενοι βάκχοι. Εὔχυλοι δέ εἰσι σφόδρα καὶ οὐ πολύτροφοι καὶ εὐέκκριτοι. »
-dei pesci coracini. Icesio dice che i coracini di mare contengono poco nutrimento; ma sono facilmente secreti ed hanno un succo moderato. [ΚΟΡΑΚΙΝΟΣ. « Οἱ μὲν θαλάττιοι, φησὶν Ἱκέσιος, ὀλιγότροφοι καὶ εὐέκκριτοι, εὐχυλίᾳ δὲ μέσοι. »]...
-dei pesci Kovioi. Icesio dice che le borchie sono piene di linfa, lusingano molto il palato, che va bene, ma che fanno un cattivo chilo. Quelli che sono più bianchi hanno un gusto più piacevole di quelli neri. La loro polpa è verdognola e più liquida, meno grassa, e rende meno succo, ma più snello. Siccome sono più grandi, si nutrono di più. ... [83. ΚΩΒΙΟΙ. Πολύχυλοι, ὥς φησιν Ἱκέσιος, εὐστομίᾳ διαφέροντες, εὐέκκριτοι, ὀλιγότροφοι καὶ κακόχυμοι. Διαφέρουσι δ´ εὐστομίᾳ οἱ λευκότεροι τῶν μελάνων. Ἡ δὲ τῶν χλωρῶν κωβιῶν σὰρξ χαυνοτέρα ἐστὶν καὶ ἀλιπεστέρα· καὶ χυλὸν ἐλάττονα καὶ λεπτότερον ἐναφιᾶσι, τροφιμώτεροί τ´ εἰσὶ διὰ τὸ μέγεθος.]...
-del Labrax (o Lupo). ...Icesio dice che è molto succoso, e non molto nutriente; e che è anche non molto facilmente secreto; ma per delicatezza del sapore è rappresentato il primo tra i pesci. E questo pesce ha il suo nome, λάβραξ , dalla sua voracità ( λαβρότης ). Si dice, anche, che in astuzia esso è superiore ad altri pesci, essendo molto ingegnoso per salvarsi... [ΛΑΒΡΑΚΕΣ. ... Ἱκέσιος δέ φησιν ὅτι οἱ λάβρακες εὔχυλοί εἰσι καὶ οὐ πολύτροφοι, πρὸς δὲ τὴν ἔκκρισιν ἥσσονες, εὐστομίᾳ δὲ πρῶτοι κρίνονται. Ὠνομάσθη δ´ ὁ ἰχθὺς παρὰ τὴν λαβρότητα. Λέγεται δὲ ὅτι καὶ συνέσει τῶν ἄλλων ἰχθύων διαφέρει, ἐπινοητικὸς ὢν τοῦ διασῴζειν ἑαυτόν.]...
-delle murene. Secondo Icesio esse non sono meno nutrienti delle anguille, e nemmeno dei gronghi.
[ΜΥΡΑΙΝΑΙ. ... Τροφίμους δ´ αὐτὰς εἶναί φησιν ὁ Ἱκέσιος οὐχ ἧττον τῶν ἐγχέλεων, ἀλλὰ καὶ τῶν γόγγρων. ...]
-MAENIS. ...Icesio dice che sono più maturo rispetto alle tinche, ma che sono inferiori in delicatezza del gusto, e anche nella misura in cui essi facilitano le secrezioni dello stomaco. [ΜΑΙΝΙΔΕΣ. Ταύτας φησὶν Ἱκέσιος εὐχυλοτέρας εἶναι τῶν κωβιῶν, λείπεσθαι δὲ εὐστομίᾳ καὶ τῷ πρὸς τὴν ἔκκρισιν τῆς κοιλίας συνεργεῖν.]...
-dello scorpione o melanurus. Secondo Icesio è simile al sarago, ma che è inferiore a quest'ultimo in quantità e qualità del suo succo, e anche in delicatezza del gusto; ma che è il cibo piuttosto eccitante, e molto nutriente...[Σκορπίον ἢ πέρκαισι καθηγητὴν μελάνουρον.Ἱκέσιος δ´ αὐτὸν σαργῷ φησιν παραπλήσιον εἶναι, καταδεέστερον δὲ τῇ εὐχυλίᾳ καὶ τῇ εὐστομίᾳ, μικρῶς δὲ παραστύφειν καὶ εἶναι τρόφιμον.]...
-del mormyrus. Un pesce più nutriente, secondo Icesio. [ΜΟΡΜΥΡΟΣ. Τροφιμώτατος, ὥς φησιν Ἱκέσιος.]...
-del pesce siluro. ... [Ma Icesio dice che è un pesce senza molto nutrimento o molto più succo in esso, ma che ha una sorta di sostanza cartilaginea diffusa dappertutto, molto buono per lo stomaco.] [Ἱκέσιος δέ φησιν ἀτροφωτέραν καὶ ἀχυλοτέραν αὐτὴν εἶναι ἔχειν τε χονδρῶδές τι διακεχυμένον, εὐστόμαχον πάνυ.]...
-dell’orcynus. ... Ma Icesio dice che quelli catturati vicino a Cadice sono più grassi, e accanto a loro quelli che sono presi nei pressi di Sicilia. Ma che quelli che sono presi in qualsiasi grande distanza dalle Colonne d'Ercole hanno molto poco grasso su di loro, perché hanno nuotato una distanza molto grande. Di conseguenza, a Cadice, è solo alle spalle che vengono essiccati e stagionati; come anche è solo le mascelle e palato degli storioni, ed è da questi che vengono fatti alle saline che prendono nome le melandryas. Secondo Icesio le loro viscere, che sono molto grasse, hanno un sapore molto diverso delle altre parti; e che le parti delle spalle sono superiori alle altre. [ΟΡΚΥΝΟΣ. ...Ἱκέσιος δὲ τοὺς μὲν ἐν Γαδείροις ἁλισκομένους πιμελεστέρους εἶναι, μετὰ δὲ τούτους τοὺς ἐν Σικελίᾳ. Τοὺς δὲ πόρρω Ἡρακλείων στηλῶν ἀλιπεῖς διὰ τὸ πλείονα τόπον ἐκνενῆχθαι. Ἐν Γαδείροις μὲν οὖν τὰ κλειδία καθ´ αὑτὰ ταριχεύεται, ὡς καὶ τῶν ἀντακαίων αἱ γνάθοι καὶ οὐρανίσκοι καὶ οἱ λεγόμενοι μελανδρύαι ἐξ αὐτῶν ταριχεύονται. [315e] Ἱκέσιος δέ φησι τὰ ὑπογάστρια αὐτῶν λιπαρὰ ὑπάρχοντα τῇ εὐστομίᾳ πολὺ διαλλάσσειν τῶν ἄλλων μερῶν, τὰ δὲ κλειδία εὐστομώτερα εἶναι τούτων.]
-dello sparus. Icesio dice che questo è un pesce più succoso degli spratti, e più nutriente rispetto alla maggior parte degli altri pesci. [ΣΠΑΡΟΣ. Τοῦτον Ἱκέσιος εὐχυλότερον μὲν εἶναι μαινίδος καὶ ἄλλων δὲ πλειόνων τροφιμώτερον.]
-degli scorpioni. ...Icesio dice che ci sono due tipi di scorpione, uno di alto mare ed un altro degli acquitrini. E quello che vive in mare è rosso, ma l'altro è piuttosto nero. Il primo  è superiore all'altro, sia nel gusto che nelle qualità nutritive. Ma gli scorpioni hanno qualità di spurgo, sono facili alla secrezione, molto succosi e molto nutrienti; perché sono pesci cartilaginei. Depongono uova due volte l'anno, come ci dice Aristotele, nel quinto libro del suo “Parti degli Animali”.  [ΣΚΟΡΠΙΟΣ. ...Ἱκέσιος δέ φησι· « Τῶν σκορπίων ὃ μέν ἐστι πελάγιος, ὃ δὲ τεναγώδης. Καὶ ὁ μὲν πελάγιος πυρρός, ὁ δ´ ἕτερος μελανίζων. [320e] Διαφέρει δὲ τῇ γεύσει καὶ τῷ τροφίμῳ ὁ πελάγιος. Εἰσὶ δὲ οἱ σκορπίοι σμηκτικοί, εὐέκκριτοι, πολύχυλοι, πολύτροφοι. Χονδρώδεις γάρ εἰσι. » Τίκτει δ´ ὁ σκορπίος δίς, ὥς φησιν Ἀριστοτέλης ἐν πέμπτῳ ζῴων μορίων]...
-degli sgombri. ... Icesio dice che quella specie di tonni è di dimensioni più piccole, ma più nutriente, rispetto alle specie chiamata colias; ma che comunque non sono facilmente digeribili. [ΣΚΟΜΒΡΟΣ. ... Ἱκέσιός φησι τοὺς σκόμβρους ἐλαχίστους μὲν εἶναι κατὰ τὸ μέγεθος, τροφιμωτέρους δὲ τῶν κολιῶν καὶ εὐχυλοτέρους, οὐ μὴν εὐεκκριτωτέρους.]...
-del sargus. Esso (come ci dice Icesio) è un pesce di proprietà molto interessanti ed astringenti, molto più nutriente rispetto al melanurus. [ΣΑΡΓΟΙ. « Οὗτοι, ὥς φησιν Ἱκέσιος, στύφουσι μᾶλλον καὶ τῶν μελανούρων εἰσὶ τροφιμώτεροι. »]...
Della sphuræna (o pesce-martello). Icesio dice che sono più nutrienti rispetto ai gronghi (anguille), ma molto spiacevoli e sgradevoli al gusto; hanno anche un succo mediamente buono. [ΣΦΥΡΑΙΝΑΙ. Ταύτας φησὶν Ἱκέσιος τροφιμωτέρας εἶναι τῶν γόγγρων, ἀπειθεῖς δὲ τὴν γεῦσιν καὶ ἀστόμους, εὐχυλίᾳ δὲ μέσους.]...
-del  phagrus. ... Icesio dice- "Il phagrus, le chromis, le anthias e le akarnes, e gli orphi e le synodons e le synagrides, sono tutti quasi simili l’uno all’altro; perché sono dolciastri ed astringenti, e nutrienti, ma nella stessa proporzione sono difficili nella digestione. E quelli di loro che sono carnosi, e che sono catturati più vicino alla terra, sono i più nutrienti, ed anche quelli che hanno meno grasso ". [ΦΑΛΡΟΣ. ...Ἱκέσιος δέ φησι· « Φάγροι καὶ χρόμις καὶ ἀνθίας καὶ ἀκαρνᾶνες καὶ ὀρφοὶ καὶ συνόδοντες καὶ συναγρίδες τῷ μὲν γένει παραπλήσιοι ὑπάρχουσιν· γλυκεῖς τε γὰρ καὶ παραστύφοντες καὶ τρόφιμοι· κατὰ λόγον δὲ καὶ δυσέκκριτοι. Τροφιμώτεροι δ´ αὐτῶν οἱ σαρκώδεις καὶ γεωδέστεροι ἐλάττονά τε πιμελὴν ἔχοντες...]
-dei chrysophrys. E Icesio dice che questi pesci sono i migliori di tutti i pesci in dolcezza, e anche nella delicatezza del gusto per altri aspetti. Sono anche i più nutrienti. Producono i loro piccoli, come dice Aristotele, in modo simile alle cestres, ovunque ci siano fiumi. [ΧΡΥΣΟΦΡΥΣ. ... Τοὺς δ´ ἰχθῦς τούτους φησὶν Ἱκέσιος καὶ τῇ γλυκύτητι καὶ τῇ ἄλλῃ εὐστομίᾳ πάντων εἶναι ἀρίστους. Εἰσὶ δὲ καὶ τροφιμώτατοι. Τίκτουσι δέ, ὥς φησιν Ἀριστοτέλης, ὁμοίως τοῖς κεστρεῦσιν οὗ ἂν ποταμοὶ ῥέωσιν.]...
-del pesce detto calcide. Icesio dice che il pesce chiamato Calcide, le capre di mare, il pesce-ago e la thrissa, sono pieni di spigoli e magri, e senza succo. [ΧΑΛΚΙΔΕΣ καὶ τὰ ὅμοια, θρίσσαι, τριχίδες, ἐρίτιμοι. Ἱκέσιός φησιν· « Αἱ λεγόμεναι χαλκίδες καὶ οἱ τράγοι καὶ αἱ ῥαφίδες καὶ 〈αἱ〉 θρίσσαι ἀχυρώδεις καὶ ἀλιπεῖς καὶ ἄχυλοι.]...
Col tempo Icesio divenne tanto celebre che il suo profilo venne coniato anche su due monete di Smirne.

Di Icesio scrisse anche Tommaso Garzoni da Bagnacavallo nella sua opera “La piazza universale di tutte le professioni del mondo...” (1585) annoverandolo tra quei medici che lodarono le proprietà terapeutiche delle piante; asserendo che fu tra quei “...dignissimi scrittori, che hanno lodato con particolari trattati la virtù dell’herbe, come Temisone Medico, che ha composto un libro in lode della Piantagine; Iuba con un particolar volume ha celebrato l'Euforbio; Erasistrato ha scritto singolarmente sopra la Lisimachia; Icesio Medico ha lodato in un’opera sua l’herba chiamata Anonymo; Museo, ed Hesiodo hanno magnificato l’herba Polion...”.