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IBN BUTLAN

Ibn Buṭlān alias Abū al-Ḥasan al-Mukhtār ibn ‘Abdūn (in arabo: ابو الحسن المختار ابن عبدون ابن بطلان‎) (noto in Occidente col nome di Elluchasem Elimithar) (medico-filosofo iracheno, fl. Baghdad, Iraq, 1001 d.C. ca. – Antiochia, 1038 – 1052 o 1066 d.C. ca.).
Di fede cristiana nestoriana lasciò Baghdad per visitare le più importanti città asiatiche tra cui Aleppo, Laodicea, Giaffa, Il Cairo e Costantinopoli. Trascorse la fine della sua vita in un monastero nei pressi di Antiochia, dove prese i voti.
La sua opera più famosa rimane il “Taqwim al-Sihhah”, [Il mantenimento (o letteralmente Sistema o Almanacco) della salute] ossia il manuale di precetti medici – a carattere enciclopedico – per il mantenimento della salute], successivamente tradotto come "Tacuinum Sanitatis".
L’influenza che la cultura araba ebbe sulla civiltà occidentale nel pieno e tardo Medioevo trova conferma sia nelle prime traduzioni latine del XIII secolo in Sicilia (nella Palermo della tradizione inter-culturale della civiltà italo-normanna) principalmente ad opera del medico ebreo Faraj ben Sālim sia nella traduzione che il trattato ebbe in latino dalla lingua araba e che trovò pubblicazione sotto il titolo di “Tacuini sanitatis Elluchasem Elimithar.. . de sex rebus non naturalibus.. . conservandae sanitatis, recens exarati . Albengnefit De virtutibus medicinarum, & ciborum .Jac . Alkindus De rerum gradibus.” (pubbl. 1531 apud Ioannem Schottum...(Johann Schott) Argentorati Strasburgo). Riguardava la salute (medicina ed anatomia) e consisteva di una descrizione ridondante di 280 oggetti suddivisi in 40 Tavole xilografiche illustrate, tra cui, accanto a prodotti alimentari, spiccavano attività umane e fenomeni naturali. Esso in effetti tendeva a ricalcare accuratamente sia la materia igienica, dietetica e di esercizio fisico propri dell’opera originale sia le sue decorazioni con pregiati motivi architettonici (che erano però originariamente suddivisi in sei parti).
Altre traduzioni ed altri manoscritti li ritroviamo subito dopo, tra cui una traduzione in lingua tedesca del 1533. Qui la materia del benessere vuole perseguire puntualmente la trattazione dei sei elementi essenziali per il benessere descritti e sistemati da Ibn Butlan: a cominciare dal cibo che deve essere sufficiente mentre si deve bere con una certa moderazione, dall’aria fresca ristoratrice delle funzioni del cuore, per continuare sulla salubrità e sull’alternanza dell’esercizio fisico e del riposo; ancora sull’alternanza del sonno e della veglia (quest’ultima da vietare in maniera eccessiva), sul mantenimento dell’equilibrio dei vari umori e, infine, sugli stati d’animo per le regolazioni delle emozioni. Ogni squilibrio tra questi elementi può dare origine alla malattia per cui solo l’armonia tra i detti elementi può condurre ad una vita sana ed armoniosa.
Tra gli altri temi trattati, vi è l’agricoltura e la cottura dei cibi, tra cui la cottura della carota e la raccolta dell’aglio.
Una delle principali fonti dell’opera fu il Libro dei semplici del greco Dioscoride, in cui in maniera enciclopedica vengono illustrati e descritti scientificamente animali, piante e minerali per le loro proprietà medicinali.