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HIPPAIOS di Tebe

HIPPAIOS di Tebe

Hippaios di Tebe (medico ippiatra greco, nato a Tebe, Grecia, - ? -).
Poco di sa della sua esistenza se non che fu un medico veterinario proveniente da Tebe, in Grecia, come ci testimonia Teomnesto nell’Ιππιατρικά (Hippiatrika). Ed è lo stesso Teomnesto ad attribuire ad Hippaios la paternità di un trattamento di grande semplicità e di facile preparazione  riguardante la morva dei cavalli.
Sulla base di alcuni riscontri storici rinvenuti a Luxor (l’antica Tebe sul Nilo) alcuni studiosi hanno però anche avanzato l’ipotesi che lo stesso Hippaios potesse provenire dalla città egiziana. Le testimonianze storiche (che si materializzano anche in alcuni graffiti sull’architrave dei templi egiziani di Serapide ed Iside) ci portano nell’Alto Egitto, nei pressi della località di Maharrakeh e ci parlano di un medico ippiatra che avrebbe sanato la ferita ad un occhio (non sappiamo se causata da un’infezione o a seguito di un evento bellico) del cavallo di un ufficiale romano della Cohors I Thebaeorum equitata, di stanziamento in Egitto. A ciò sarebbe seguito il proscinema (προσκύνησις) da parte dell’ufficiale nei riguardi dell’ippiatra (al riguardo cfr. anche A.McCabe-A B. E. of Hors.Medic.). In tale seconda ipotesi, il dato storico dell’occupazione romana dell’Egitto e l’usanza da parte dell’esercito di servirsi di medici specializzati nella cura dei cavalli ci possono aiutare ad inquadrare l’esistenza di questo ippiatra in un tempo non troppo antico. Ma, come vedremo a seguito di alcune considerazioni, la seconda ipotesi non esclude assolutamente la prima, e viceversa, ossia che un certo Hippaios nato a Tebe, in Grecia, sia stato aggregato come ippiatra al servizio dell’esercito romano in Egitto. A tal riguardo passiamo innanzi tutto a considerare: la povertà delle fonti che ci parlano di questo Hippaios; la descrizione insolitamente particolareggiata che Teomnesto ci riporta di questo medico: "Θηβαῖος ἄπό τῆς  'Ελλάδος Θηβῶν τῶν έπταπύλων" (in cui il termine "έπταπύλων" non sembra lasciare dubbi sulla Tebe greca); per ultimo ma non da ultimo, il fatto che lo stesso Teomnesto avesse servito (nel IV sec. d.C.) come ippiatra aggregato all’esercito romano, molto probabilmente sotto l’impero di Licinio (nella seconda ipotesi, ciò avrebbe potuto essergli di aiuto nella conoscenza di questo Hippaios). Comunque, in entrambi i casi, l’esistenza di questo medico di Tebe non potrebbe trasportarci a date molto lontane nel tempo, sempre che, con il su citato termine "έπταπύλων" lo stesso Teomnesto non abbia voluto fornire un dato cronologico posizionando l'esistenza di Hippaios al tempo di Eschilo (Ἑπτὰ ἐπὶ Θήβας) cioè al V sec. a.C..
Nell’Hippiatrika, il testo miscellaneo bizantino dei trattati greci ippiatrici, figurano in primis i maestri quali Apsirto, Eumelo e Hierocle. Indi troviamo Ippocrate, Teomnesto (che cita una sola volta Hippaios), Pelagonio ed Anatolio. La più antica edizione della Collezione bizantina (Hippiatrika) è quella di Parigi del 1530 ad opera di J. Ruellius (Veterinariae Medicinae Libri II Iohanne Rvellio Svessionensi Interprete, nella traduzione in latino dal greco). Ad essa seguì l’altra di Basilea del 1537, nella versione in greco dal latino ad opera di Grynaeus.
Tutti gli altri autori che vi figurano -  oltre ai su citati maestri – comprendono  appunto lo stesso Hippaios di Tebe nonchè, tra gli altri,  Nifonte (Νήφοντος), Agatotico (Agathotychus), Archidemo,  Magone, Tetrippo, Agatocle e Tiberio e vi sono compresi unicamente per dottrine e ricette o dai primi ripetute o di secondaria importanza.
Precisamente, per quanto riguarda Hippaios, vi leggiamo: “Hippaii Helix medicamentum”.