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HESIRA (detto anche Hesy-Ra, Hesyra o Hesira)

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HESIRA

Hesira (detto anche Hesy-Ra, Hesyra o Hesira) (wr-IBH-swnw = Grande o Capo dei Dentisti e dei Medici, vissuto in Egitto sotto la III Dinastia, intorno all’anno 2650 a.C.).
Visse al tempo del faraone Dyoser (Hor Netjerykhet, 2667-2648 a.C.), del quale era funzionario, durante la III Dinastia.
Il suo nome significa “colui che è lodato dal dio Ra”.
Oltre ad essere il Capo dei Dentisti e dei Medici (per cui è considerato il più antico medico uomo conosciuto) Hesira fu, tra l’altro, Capo degli scriba reali, Grande uno dei Dieci dell’Alto Egitto, Governatore della città di Buto e Sacerdote di Horus. Inoltre “confidente del Re”, “anziano del Qed-hetep”, “fratello di Min”, "Heka-sacerdote di Mehit, Artefice della sua immagine di culto". Molti medici indicati col termine “swnw” (come anche nel caso di Peseshet) avevano titoli sacerdotali anche se, volendo attribuire al suo titolo di “Grande o Capo dei Dentisti e Medici” una natura prevalentemente amministrativa, si può già apprezzare come, già al tempo della III Dinastia, esistesse una netta distinzione tra medici e dentisti e, quindi, un alto grado di specializzazione medica. La stessa cosa, invece, pare non possa dirsi per quanto riguarda i ruoli dei medici e dei chirurghi, che non erano nettamente distinti. E non è nemmeno da escludere che le sue cure fossero praticate in un contesto di pratiche religiose e riti propiziatori, sotto gli auspici divini (come potrebbe essere accaduto anche per Merit Ptah e per la stessa Peseshet). Al riguardo, in particolare il titolo di “swnw” era strettamente associato alla pratica della magia, per cui sia la magia, sia la medicina sia ancora la pratica sacerdotale erano professioni senza una netta distinzione di ruoli.
La sua tomba monumentale (mastaba) si trova nel deserto settentrionale di Saqqara ed è una struttura alquanto complessa, con una sovrastruttura in mattoni di fango e sviluppantesi su tre stadi ipogei scavati nel calcare. Essa fu ritrovata nel 1860 dall’archeologo francese Auguste Mariette (1821 – 1881) vicino alla tomba del suo re, a nord del complesso di Djoser, immediatamente ad ovest della necropoli della I Dinastia e a ridosso di altre mastabe della II e III Dinastia (le cosiddette Tombe arcaiche) Nella tomba vi erano 11 pannelli lignei delicatamente scolpiti, riposti in nicchie scolpite nella parete est, sulla parte ovest della lunga galleria della sua tomba. Tali nicchie erano state intonacate e dipinte, fino a 2,15 m. d’altezza, con disegni geometrici e variopinti (in rosso, giallo, verde, nero e bianco). Sulla parete occidentale si potevano poi ammirare nastri e cornici pitturati in rosso e nero, con vari modelli di troni e letti, sedie ed un tavolo con raffigurato un serpente a spirale. I colori giallo e verde si potevano ammirare per lo più sulla parete orientale su rombi geometrici, contornati da disegni raffiguranti, tra l’altro, i corredi ed anche vino, incenso e pane accanto a vasi ornamentali ed attrezzature di caccia. I disegni che ornavano l’intera struttura, anche per atti vandalici dei tombaroli (l’attuale camera della tomba fu ritrovata saccheggiata), sono frammentari e rimangono intatti solo su alcune pareti e solo per brevi tratti. In essi erano raffigurati uomini occupati in varie attività, antilopi ed un coccodrillo.
Tutte le decorazioni sembrano fatte apposta per accompagnare gli offerenti nella visita alle strutture accessibili della mastaba: nel primo corridoio la rappresentazione della produzione dei beni e nel secondo corridoio-lato est gli stessi beni assemblati innanzi allo stesso Hesira. Al riguardo, alcuni studiosi, tra i quali Wendy Wood, ritengono che alla fine del corridoio, sulla parete opposta alla tomba di Hesira, avrebbe potuto trovarsi un tavolo apparecchiato per deporvi delle offerte simboliche.
Tutt’intorno, alcuni frammenti di vasi di terracotta - di cui solo pochi intatti – con riportata su alcuni di essi l’impronta del sigillo di Horus.
Sul lato est del lungo corridoio, lungo circa 30 m., si trovano delle stanze confinanti, da nord a sud, con le mastabe costruite per i parenti di Hesira.
In seguito detti pannelli vennero rimossi dalla loro originaria posizione all’interno della mastaba e alcuni di essi dimenticati nascosti sotto la sabbia e andati perduti. Le poche notizie di questo scavo sono raccolte nella pubblicazione del 1889 de “Les Mastabas de l' ancien empire”.
La tomba venne riaperta nel 1911 dall’archeologo britannico James Edward Quibell (1867 – 1935), il quale scoprì i dipinti mobili che Mariette aveva trascurato. Il risultato degli scavi di Quibell venne pubblicato nel 1913 su “Excavations at Saqqara: The Tomb of Hesy”. In verità, nel 1860 Mariette asportò solo cinque dei pannelli (quelli che si trovavano più a sud (Cairo CG 1426-1430 – Nr. Inv.) mentre quello che si trovava più a nord fu asportato da Quibell nel 1912.
Cinque di questi pannelli si trovano attualmente presso il Museo delle Antichità Egizie de Il Cairo, fondato nel 1857 da A. Mariette (p. 1^ - corridoio 43) mentre una lastra inscritta rinvenuta nella tomba si trova esposta al British Museum. I pannelli sono di legno e la loro altezza è di 114 cm., la loro larghezza di 40 cm. ed il loro spessore di 8 cm.. La qualità dei rilievi di Hesira può essere comparata con quella dello stesso Re Dyoser, trovati nella parte sud della sottostruttura della piramide.
Questi bassorilievi in legno di cedro raffigurano l’alto funzionario egiziano con i prestigiosi simboli delle sue funzioni  in pose diverse, in differenti fasi della sua vita. Ancora, vi sono raffigurati: l'equipaggiamento dello scriba e lo scettro sekhem, simbolo del potere, tutti  elementi necessari a perpetuare anche nell'aldilà la sua vita terrena, considerata un modello di perfezione ed armonia.
Le tavole riportano i titoli di Hesira in pregiati rilievi in alcune delle più antiche forme di geroglifici in lingua egizia, sopra le immagini anch’esse in rilievo (l’unico pannello con tutti i titoli di Hesira è quello de Il Cairo – CG 1426 (nr. Inv.) - Hesira seduto al tavolo delle offerte). Colui che ha scolpito le immagini ha voluto rappresentare Hesira, in età avanzata, con i costumi ufficiali e tutti i segni della nobiltà, in posizione eretta, con la gamba sinistra in avanti e col viso spigoloso in profilo laterale; gli zigomi, il naso ed i baffi sono alquanto pronunciati così come le sue clavicole risultano enfatizzate; esagerata appare anche l’altezza del suo torace, anche se ben modellata; con sicurezza è stata scolpita una ruga tra naso ed estremità della bocca. Insieme a diverse parrucche indossa anche un corto gonnellino con una cintura sulla vita. Il braccio sinistro tiene una verga e nella mano regge l’equipaggiamento dello scriba con tavolozza con pigmenti rossi e neri, palette, due calamai ed una borsa di pelle; nella destra tiene lo scettro dell’autorità e del potere.
Si ritiene che il su citato pannello CG 1426 (nr. Inv.), proprio di fronte all’entrata ed il più ricco di dettagli, dovesse essere posto nella prima nicchia ed anche il più importante. Mostra Hesira seduto su di uno sgabello di pietra raffigurante un leone mentre indossa una parrucca di capelli ricci. Il braccio destro steso verso un probabile tavolo delle offerte.
Probabilmente la serie terminava con l’undicesimo pannello che invitava i visitatori ad un vero e proprio tavolo delle offerte.
Oltre al su citato CG 1426 (nr. Inv.), anche gli altri 5 pannelli sono conservati al Museo Egizio de Il Cairo, tutti raffiguranti Hesira in piedi, e precisamente:
- Pannello sigla CG 1427 (nr. Inv.) : è il meglio conservato. Frontalmente risultano raffigurati solo il busto e le mani (a differenza della testa, l’addome e gli arti che risultano di profilo). Il piede sinistro è più in avanti rispetto a quello destro. Indossa un gonnellino corto con una cintura sulla vita ed una parrucca che gli scende dietro le spalle. Nella mano destra regge lo scettro sekhem del potere mentre con l’altra mano sorregge un bastone ed altri oggetti appartenenti agli scribi. I particolari del viso non ricordano quelli del pannello 1426, che risultano meglio definiti e che ritraggono invece un Hesira più anziano. Del resto del corpo risaltano le clavicole, quasi esagerate, ed i muscoli ed ossa degli arti inferiori.
- Pannello sigla CG 1428 (nr. Inv.) : il pannello è molto deteriorato e non delineato come gli altri tra disegno e titoli. A differenza del pannello CG 1427 e (come vedremo) del pannello CG 1429, qui è però presente la lista d’offerte. Qui Hesira indossa un gonnellino ed una parrucca differenti rispettivamente per tipologia (tondeggiante) e pieghettature. Anche qui sono presenti gli arnesi degli scribi del suo tempo, però riportati sulla sua spalla destra.
- Pannello sigla CG 1429 (nr. Inv.) : qui si ripetono alcuni particolari del pannello CG 1427, in particolare il gonnellino e la tipologia della parrucca. Le differenze risiedono nel posizionamento più avanzato del braccio sinistro, negli arnesi da scriba posti sulla spalla destra e nel particolare di un naso più piccolo ed appuntito.
- Pannello sigla CG 1430 (nr. Inv.) : si presenta con una spaccatura a salire dalla zona mediana e assolutamente deteriorato e cancellato nella parte inferiore. Si ripete la tipologia e il modello sia della parrucca che della gonna presenti già nel su descritto pannello CG 1426. Qui gli oggetti da scriba vengono riportati sulla spalla destra. Al centro del petto la mano chiusa a pugno sorregge una lunga verga. E’ qui presente la lista d’offerte.
- Pannello di Quibell : tra i cinque del Museo Egizio è il più deteriorato. Incerta la definizione di alcuni disegni e simboli che potrebbero anche avere valore simbolico. Risulta invece ben chiara la lista d’offerte anche se il suo posizionamento può alludere al fatto che le offerte fossero fatte dallo stesso Hesira. Sulla spalla destra la paletta propria degli scribi.