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HEGETOR

HEGETOR

Hegetor (in greco Ἡγήτωρ) (medico chirurgo greco, Alessandria d’Egitto, III sec. a.C.).
Partendo dalle sue polemiche contro la setta degli empiristi e dalle sue critiche e la sua avversione al loro nichilismo eziologico, è possibile inquadrare la sua figura ai tempi del medico greco-ellenistico Erofilo di Calcedonia (335 a.C. ca. – 280 a.C. ca.).
Anche Hegetor, quale successore di Erofilo, avrebbe avuto in gran conto l’anatomia. Ciò si desume da alcune citazioni che lo riguardano riportate dal medico alessandrino Apollonio di Cizio (I sec. a.C.), il quale, seguace dell'indirizzo empirico, polemizzò contro i fautori dello stesso Erofilo.
In effetti, le uniche citazioni indirette di Hegetor le possiamo trovare in Marcellino, scrittore greco di medicina dell’inizio del II sec., che riferisce circa la definizione della pulsazione attribuita ad Hegetor; in Galeno, sulla teoria di Hegetor delle pulsazioni (il quale Galeno apparentemente sembra anche citarlo come un medico appartenente alla scuola alessandrina); infine, nel su citato Apollonio di Cizio.
Proprio soffermandosi sugli scritti di Apollonio, è possibile capire la frattura allora esistente tra i principi della medicina alessandrina e quella dei seguaci di Erofilo, tra i quali pure spiccava lo stesso Hegetor. Per quest’affermazione Apollonio parte da un’opera attribuita ad Hegetor (Περὶ αἰτιῶν , Perì aition ovvero “Delle cause”). Ed è proprio da quanto riporta Apollonio che si può desumere la posizione di Hegetor rispetto a chi praticasse la medicina ma in special modo la chirurgia: entrambe dovevano avere come loro base una profonda conoscenza dell’anatomia. E al riguardo Hegetor, rivolgendosi ai medici fautori dell’empirismo, sembra consigliare loro che l’unico modo per superare eventuali problemi in ambito medico era appunto dedicarsi ad una migliore conoscenza dell’anatomia umana. Ricordiamo qui che quasi nessuno dei successori di Erofilo sembra si sia dedicato alla dissezione anatomica ad eccezione dello stesso Hegetor.
Ma Apollonio di Cizio cita l’opera attribuita ad Hegetor non solamente per evidenziarne la posizione critica verso l’empirismo. Difatti Apollonio coglie l’occasione per controbattere ad alcune affermazioni di Hegetor in campo medico-ortopedico.
Lo stesso Apollonio, pur appartenendo dichiaratamente alla scuola empirica, aveva concepito le proprie opere sulla base dei principi ippocratici, che aveva tenuto sempre in grande considerazione.
Sul piano dell’intervento pratico, Apollonio aveva accolto le strumentazioni ippocratiche per il riposizionamento delle vertebre dislocate, la riduzione delle fratture e per la risoluzione delle lussazioni (a testa in giù, così si risolvevano le lussazioni secondo il medico greco Apollonio di Cizio), il quale sottolineò il fatto positivo che Ippocrate avesse registrato una soluzione strumentale in accordo con la struttura naturale del corpo.
Qui dimostra di essere un idolatra di Ippocrate e si scaglia apertamente contro Hegetor; ed attraverso di lui Apollonio arriva a criticare lo stesso Erofilo ed i suoi seguaci.
Poi, alla critica specifica che Hegetor, da medico razionalista, aveva mosso negando che il femore potesse essere ripristinato con successo attraverso la macchina ippocratica, Apollonio sostiene che il femore poteva invece essere resettato. Per lui le teorie più recenti e le innovazioni meccaniche in medicina non avrebbero portato ad un miglioramento della terapia. Secondo Apollonio non avrebbe potuto esserci “…un modo migliore per impostare l’articolazione…” “…perseguendo operazioni impossibili… Hegetor ha errato non solo in questo, ma ha portato gli amici medici fuori strada con lui. In nessun modo egli ha sconfitto quello che Ippocrate dice nelle articolazioni, ma dalla sua stessa inconsistenza fa un proposta sciocca in quanto sopra.” (ricordiamo, infatti, che Hegetor si era soffermato sulla dislocazione della testa del femore ma, aggiungiamo noi, aveva parlato anche del gomito e del ginocchio cercando di spiegarne le patologie sulla base delle conoscenze anatomiche del suo tempo).
Ciò a cui guarda Apollonio è principalmente l'esperienza pratica (empeiria) necessaria per il successo del trattamento delle lussazioni. Egli non ha alcun bisogno quindi di modernizzare la panchina di Ippocrate. Qui però molti studiosi si chiedono se Apollonio si comporti o meno da medico empirico o piuttosto da un appartenente ad una setta ippocratica difendendo senza indugio Ippocrate nei cui confronti sembra mostrare una particolare possessività anche laddove attacca Baccheo di Tanagra (discepolo di Erofilo) che era stato il primo commentatore delle opere ippocratiche affermando che non aveva ben capito il testo ippocratico.
La contesa, quindi, in ultima analisi, si integra nel contesto sociale ed intellettuale della controversia tra le sette dei medici ellenistici.